ROMA – Nel marzo del 2009 aveva depositato alla Siae una sua ''opera di ingegno'', il gioco elettronico ''Texas hold'em poker clan''. Dopo pochi mesi pero' scopre che sul sito della Lottomatica, secondo quanto denunciano gli avvocati del ''mago del computer'', un romano di 40 anni, risultava ''pubblicizzato il medesimo gioco'', anche se con un nome differente, 'Poker texano'. Su questa vicenda il giudice delle indagini preliminari di Roma, Marina Finiti, ha accolto l'istanza degli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Mascia Cerino, stabilendo che l'indagine a carico della societa' non va archiviata ma si deve procedere con l'iscrizione nel registro degli indagati del legale rappresentante dell'azienda per violazione della legge sul diritto d'autore. Secondo quanto riportato nella denuncia, Lottomatica si sarebbe appropriata illegittimamente del gioco "facendolo risultare opera di sua creazione, mentre la paternità intellettuale della stessa è scrivibile esclusivamente alla creatività e all'opera" del programmatore. Il giudice Finiti con il suo provvedimento ha "ritenuto necessario procedere nel contraddittorio delle parti, riservando all'esito ogni valutazione sulla necessità di atti di investigazione coattivi, in particolare in relazione al carattere originale e creativo dell'opera, non disponendo allo stato questo giudice di elementi adeguati di valutazione". Per questo il gip ha disposto ''che il pm, previa identificazione, proceda all'iscrizione nel registro degli indagati del legale responsabile della Lottomatica all'epoca della vicenda''. La richiesta d'archiviazione è stata rigettata per ''l'inesatta valutazione della vicenda sotto il profilo attuale e giuridico risultante dagli atti''. I due giochi elettronici, in base alla ricostruzione degli avvocati, hanno una "identica struttura visiva" ma in maniera sostanziale "si differenziano dal classico poker".
