ROMA – Clarence Seedorf come Barack Obama. Il paragone tra il centrocampista del Milan e il presidente degli Stati Uniti e' frutto dell'estro di Antonio Cassano. L'attaccante, dal bordo vasca della piscina dell'hotel di Roma in cui i rossoneri sono in ritiro in vista della semifinale di Coppa Italia in casa del Palermo, mette infatti al corrente i compagni di squadra sulla scaletta di interviste per i media con una delle sue battute: "Tranquilli, adesso per la stampa c'e' il nostro Obama. Tocca a Clarence parlare coi giornalisti". E infatti ai microfoni arriva poco dopo proprio il giocatore olandese che, sentendo del paragone inventato dal compagno, sorride di gusto e si limita a spiegare che magari "si tratta di una associazione fatta per motivi di leadership". "Credo pero' che quando si parla di leader bisogna capire che e' una cosa abbastanza naturale. La leadership o si ha o non si ha, non si puo' comprare. Poi ci sono giocatori con maggiore o minore esperienza, ma il leader e' un'altra cosa". E per spiegare il proprio pensiero, Seedorf prende come esempio il caso di Adriano all'Inter: "Lo chiamavano Imperatore, ma lui era un leader solo tecnico perche' faceva la differenza in campo. Fuori, pero', senza togliere nulla ad un ragazzo cui voglio un gran bene, chiaramente non era un leader Questa e' una parola specifica che va pesata. In ogni squadra ci sono infatti leader per quello che fanno vedere e per l'esempio che danno, ma poi ci sono anche quelli naturali". Uno di questi e' proprio Clarence Seedorf, recentemente nominato non a caso Cavaliere dell'Ordine di Orange-Nassau su indicazione della Regina Beatrice dei Paesi Bassi per meriti sportivo ma anche nel campo del sociale. Una onorificenza che il giocatore non poteva che festeggiare con la conquista dell'ennesimo scudetto in carriera: "Non mi piace paragonare i successi pero' diciamo che gli ultimi sono sempre i piu' belli. Credo che quest'anno il momento piu' importante sia stato il successo nel derby con l'Inter perche' venivamo da una sconfitta e un pareggio e abbiamo reagito in una maniera eccezionale. E' stata la scossa che serviva per arrivare fino in fondo e per fermare anche la rimonta dei nerazzurri. Adesso comunque dobbiamo pensare a centrare la finale di Coppa Italia". L'olandese, pero', avendo un contratto in scadenza a fine stagione, attende ancora di conoscere il proprio futuro: "Non e' questione di rinnovare o non rinnovare, l'importante e' che ci sia la chiarezza, e' fondamentale. Per questo credo che il Milan adesso chiarira' con tutti quei giocatori che sono nella mia stessa situazione. Si tratta di rispetto, il rapporto con una societa' puo' anche concludersi ma bisogna parlarsi ed essere chiari, cosi' si puo' cominciare a preparare il futuro. Il tempo e' una cosa importante per tutti".