MILANO 28 APR Delimitavano i c – MILANO, 28 APR – Delimitavano i confini della loro base, il milanese parco Trotter, con il piu' classico dei graffiti, ma allo stesso tempo marcavano anche il territorio virtuale del web, caricando video autocelebrativi su Youtube e sui loro siti, e usando social network come Facebook e Hi5 per tenersi in contatto tra loro e con bande di altre citta' italiane, come Genova e Bergamo, e dei loro Paesi d'origine. E' l'evoluzione delle 'pandillas' sudamericane ai tempi di internet, che diventa cassa di risonanza e vetrina anche per le gang di baby-criminali. Come i Los Brothers e i Latin Dangerz, gruppi che agivano in gemellaggio nelle periferie del capoluogo con rapine condite da violenti pestaggi ai danni sia di italiani sia di altri sudamericani, colpevoli magari di non voler entrare nel gruppo. Ventisei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, 20 i minorenni, sono stati arrestati dalla polizia. Tra loro anche i capi Brandon (18 anni) e Batezito (21). Appena uscito dal carcere, quest'ultimo, dopo essere stato indagato per un omicidio avvenuto lo scorso dicembre a Cinisello Balsamo. ''Ma stimiamo – spiega Francesca Fusto, la dirigente del commissariato di Mecenate che ha condotto l'operazione – che almeno altrettante persone possano essere coinvolte nelle bande''. L'indagine era partita lo scorso maggio, dopo che un giovane di 25 anni era stato rapinato e massacrato di botte sulla pensilina della metropolitana nella fermata Porto di Mare, alla periferia Sud di Milano. Nelle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza si vede la vittima parlare al cellulare e il branco che a un segnale del capo entra in azione, circondandola e pestandola. Oltre a questa, sono state poi altre 23 le rapine attribuite alle baby-gang, tra cui una violentissima ai danni di un pensionato di 65 anni, picchiato con cosi' tanta ferocia che secondo i medici non riuscira' piu' a camminare come prima. Il terreno di caccia, per Muela (coltello), El Jeff, Nerito, Dj Steve e gli altri, quasi tutti con precedenti per lesioni, danneggiamenti e altri reati, erano soprattutto le fermate della metro e degli autobus e i parchi. Proprio in un parco e' girato uno dei video finiti su Youtube, che ritrae l'ingresso di una ragazzina nel gruppo. Il rito d'iniziazione: una serie di cinghiate inflitte da una coetanea. In tutto sono quattro le minorenni, le 'Ladies Danger' identificate, ma guardando i video su internet se ne vedono anche altre circondare i capetti e gli altri membri delle gang in pose e abbigliamenti sexy o da dure. In un altro video, ce ne sono due in metropolitana che improvvisano una sorta di lap-dance per divertire gli amici. E se l'uso di internet, che accomuna questi ragazzini alla maggior parte dei loro coetanei, e' certo un'evoluzione nel comportamento delle bande, l'altra novita' e' che per la prima volta l'organizzazione non e' su base etnica. I ragazzi, perlopiu' immigrati di seconda generazione, arrivano infatti da Paesi diversi: Peru', Ecuador, El Salvador, Argentina. Un'amara forma di integrazione nella violenza, per giovanissimi cresciuti nella maggior parte dei casi in situazioni familiari disastrate.
