MILANO – Anche se ancora pesa l'incognita del ballottaggio, i partiti hanno gia' fatto i loro calcoli sulle possibili composizioni del nuovo consiglio comunale di Milano se sindaco sara' Giuliano Pisapia o Letizia Moratti. Fin d'ora ci sono alcune certezze: nell'aula di Palazzo Marino in ogni caso non siedera' piu' Milly Moratti, moglie del patron dell'Inter e cognata di Letizia, ne' ci sara' posto per i rappresentanti dell'Udc e dei Verdi. Nemmeno l'esponente del Terzo Polo Sara Giudice, diventata celebre per le sue campagne contro Nicole Minetti, riuscira' a entrare in consiglio comunale, a dispetto delle oltre mille preferenze conquistate. Nell'ipotesi in cui il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia diventasse sindaco dopo il secondo turno, il Pd avrebbe un'ampia maggioranza, con 20 consiglieri comunali su 48. Tre scranni andrebbero a Sel, due alla lista Civica di Pisapia, due alla Sinistra per Pisapia, uno all'Idv e uno ai Radicali. Sull'altro emiciclo siederebbero di diritto Letizia Moratti, 11 consiglieri del Pdl, quattro della Lega e uno della lista Milano al Centro. Fuori dai grandi schieramenti con un seggio a testa Manfredi Palmeri, candidato sindaco del Terzo Polo e il grillino Mattia Calise. Palmeri e Calise avranno comunque uno scranno nell'assemblea di Palazzo Marino anche nello scenario opposto, quello che confermerebbe al secondo turno Letizia Moratti sindaco di Milano. In questo caso i posti di maggioranza saranno cosi' ripartiti: 21 al Pdl, sette alla Lega e uno alla lista Milano al Centro. All'opposizione toccheranno gli 11 seggi del Pd, i due di Sel, le tre poltrone ripartite tra la Lista Civica Pisapia, la Sinistra per Pisapia e l'Idv e quella per Giuliano Pisapia.
