GENOVA – Militari e contractor per difendere le navi italiane dagli attacchi dei pirati. Il sequestro prima di Pasqua della motonave 'Rosalia D'Amato', l'ultimo di una lunga serie, ha accelerato una decisione che gli armatori attendevano ormai da tempo. Entro tre o quattro settimane un decreto di legge governativo, o una nuova proposta di legge bipartisan, sancira' la possibilita' di imbarcare uomini armati. Il via libera e' arrivato oggi pomeriggio, nel corso di una riunione a Montecitorio, alla presenza del sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, di parlamentari di maggioranza e opposizione e dei rappresentanti di Esercito e Marina. Quest'ultima mettera' a disposizione degli armatori alcuni team di militari, dotati di armamenti adeguati ad affrontare gli attacchi dei pirati. Soltanto nei primi mesi del 2011, del resto, gli attacchi in tutto il mondo sono stati ben 142, 97 dei quali al largo della Somalia, con una crescita del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il massimo storico, secondo l'International Maritime Bureau (Imb) della Camera di Commercio Internazionale (Icc). Una vera e propria ''emergenza'', come l'ha definita il presidente di Confitarma, l'associazione degli armatori, Paolo D'Amico, che ha investito anche l'Italia. Ben quattro i sequestri dall'inizio dell'anno: la nave cisterna 'Dominia' al largo della Nigeria nel mese di gennaio, la petroliera 'Savina Caylyn' a febbraio, e ad aprile la 'Alessandra Bottiglieri' e la motonave Rosalia D'Amato, tuttora nelle mani dei pirati. Contro la recrudescenza degli attacchi, Governo, Parlamento ed Esercito hanno detto si' ai militari o ai contractor sulle navi. Alcuni team di militari saranno a disposizione degli armatori, che potranno assoldare in alternativa contractor. L'imbarco, secondo quanto si apprende, sara' a loro spese. ''Una buona notizia per l'armamento italiano'', commenta D'Amico, che ringrazia il ministro La Russa e auspica tempi ''veramente brevi'' per l'approvazione del provvedimento che consentira' di difendere meglio gli equipaggi e le merci a bordo delle navi. Ogni giorno, del resto, sono quattro le unita' italiane che transitano nell'Oceano Indiano, zona calda della pirateria, che al 31 marzo risulta avere nelle mani ancora 596 marinai e ben 28 navi.
