Mills: Berlusconi in aula, ci sarà anche lunedì prossimo

MILANO 16 MAG Con la sua prese – MILANO, 16 MAG – Con la sua presenza in aula anche oggi, sembra ormai 'consolidata' la linea di Silvio Berlusconi: partecipare, salvo impegni istituzionali, ai processi in cui e' imputato a Milano e che, eccetto quello sul caso Ruby, sono fissati il lunedi'. E la conferma arriva anche dai sui legali che gia' hanno annunciato che il premier sara' di nuovo in tribunale il prossimo 23 maggio quando riprendera' l'udienza per il caso Mills. E poi hanno di nuovo fatto balenare l'ipotesi, ancora da vagliare, di un suo interrogatorio. Il capo del Governo per la quinta volta si e' presentato a Palazzo di Giustizia facendo il bis davanti ai giudici della decima sezione penale che dovranno stabilire se ha corrotto o meno l'avvocato inglese David Mills versandogli, tramite l'ex manager Carlo Bernasconi, circa 600mila dollari in cambio di testimonianze reticenti o false, cosi' recita l'accusa, nei procedimenti per le tangenti alla Gdf e All Iberian. Arrivato nella maxi aula della Prima Corte d'Assise d'Appello, il premier, seduto in prima fila di fianco ai suoi avvocati Niccolo' Ghedini, Piero Longo e Filippo Dinacci, ha ascoltato non solo un buon quarto d'ora di schermaglie procedurali sulla possibilita' di riconvocare i testimoni come vuole la difesa, ma anche la deposizione dell'ex manager della F1 Flavio Briatore, arrivato appositamente da Londra. A differenza delle scorse udienze, Berlusconi, capolista per il Pdl alle comunali di Milano, essendo i seggi ancora aperti , ha rispettato il divieto di non parlare imposto dalla legge ai candidati. Quindi ai cronisti che di solito seguono la cronaca giudiziaria in una pausa del processo, quando il collegio era in camera di consiglio, si e' limitato a dire, sfoderando un sorriso: ''Sono in silenzio elettorale, non mi fido di voi. Ho la piu' grande sfiducia nella situazione informativa''. Invece si e' intrattenuto a lungo con alcuni carabinieri che svolgono il servizio di sicurezza e poi, nonostante i suoi legali gli abbiano spiegato che non era opportuno, con Briatore. I due hanno parlato, tra l'altro, di calcio anche perche' il titolare del Billionaire e' il proprietario di una squadra che gioca in serie B in Inghilterra. Silenzio elettorale dunque, rispettato da Berlusconi anche quando ha lasciato il Tribunale tra qualche grido isolato di qualche contestatore. Quanto al dibattimento – oltre al fatto che in un passaggio di un intervento di Ghedini si e' riaffacciata una vaga ipotesi di un interrogatorio del Presidente del Consiglio – dalla deposizione di Briatore e' emerso di nuovo come l'avvocato inglese non facesse distinzione, confondendoli, tra i suoi conti e quelli dei suoi clienti . ''Non ci ha detto la verita' – ha precisato l'imprenditore – e non avverti' di aver messo dei suoi asset nella societa' Struie che era stata appositamente creata per me'', per depositare il denaro liquidato dalla Benetton quando usci' dalla Formula Uno. Secondo la ricostruzione del pm Fabio De Pasquale , i 600 mila dollari al centro delle accuse, sarebbero transitati proprio su Struie. ''Tutti i nostri problemi – ha spiegato ancora Briatore – nascono da Mills perche' non ci ha detto la verita' su Struie e poi sono seguiti i miei interrogatori con il pm e la cattiva pubblicita' mediatica''. Marina Mahler, la nipote del celebre compositore, ha spiegato ai giudici che Mills ''ha usato il mio nome su un suo conto per anni, senza che io ne sapessi nulla e l'ho scoperto poi dai giornali. Ô incredibile''. A sua insaputa era intestataria di un conto su cui si appoggiava il trust Struie che era nella disponibilita' di Mills e che e' il nodo dell' l'impostazione accusatoria. Lunedi' si ritorna in aula, con il premier che dovrebbe essere presente e con la deposizione dell'armatore Diego Attanasio.

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