ROMA – Sono poco piu' di 50 le persone che seguirebbero il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli al Nord, se la Lega ottenesse il trasferimento del dicastero a Milano. Il decreto che ha istituito la Struttura a supporto del ministero, il 20 giugno 2008, prevede infatti un responsabile, sei dirigenti e ''25 unita' di personale non dirigenziale'' a cui si aggiungono''non piu' di sei consulenti''. In totale, quindi, un massimo di 38 persone, piu' una squadra di 16 co.co.co esperti in semplificazione normativa, qualita' della regolazione, better regulation e comunicazione. La struttura di Calderoli puo' contare su poco piu' di 2 milioni di euro (2.013.010) nel 2011, stanziati dalla Presidenza del Consiglio nel Bilancio di previsione. E ancora piu' 'light' e' il ministero delle Riforme per il Federalismo guidato da Umberto Bossi che gestisce, nelle previsioni di Palazzo Chigi, 903.500 euro. I fondi sono diminuiti del 10% rispetto al 2010 e consentono consumi ''strettamente correlati alle esigenze minime di funzionamento''. L'ufficio stampa preferisce non diffondere dati sul personale: ''Sono informazioni riservate, non credo si possano rivelare'', e' la risposta, ma si apprende dal sito del Ministero delle riforme che ''il ministro non ha nominato alcun consulente esterno''. L'organigramma e' composto da un capo del dipartimento ''che formula proposte al ministro e ne esegue le direttive, e' responsabile dell'amministrazione ed esercita poteri di spesa'' e dall'ufficio Affari amministrativi, studi e relazioni esterne, da cui dipendono il Servizio affari generali e amministrativi e il Servizio per lo studio ed il monitoraggio delle riforme istituzionali e le relazioni esterne.
