Moratti: "Inter da ringiovanire ma nessuna rifondazione"

MILANO 1 MAG La guardia che cost – MILANO, 1 MAG – La guardia che costituisce il nucleo storico dell'Inter per qualcuno sara' anche vecchia. Ma e' grazie a essa se la societa' di corso Vittorio Emanuele ha costruito la propria, personalissima scala per il paradiso, che l'ha portata prima sulla cima piu' alta d'Italia, poi sul tetto d'Europa e infine, solo pochi mesi fa, a osservare il pianeta dalla posizione privilegiata (e invidiata) di campioni del mondo per club. ''La squadra e' forte – ha detto il presidente nerazzurro Massimo Moratti entrando nei suoi uffici della Saras – peccato smontarla, cercheremo di fare il necessario per ringiovanire in parte la formazione. Ritocchi? Vedremo''. Piu' che rivoluzione, quindi, dalle parole di Moratti sembra emergere un desiderio di evoluzione. Proprio il concetto sottilineato pochi giorni fa dall'allenatore Leonardo: ''Ciclo chiuso per l'Inter? Ma di cosa stiamo parlando? Dobbiamo sostituire 25 giocatori della rosa? Il Milan rischia di vincere lo scudetto con gli stessi di quattro anni fa''. Pochi innesti mirati ma tra questi non Tevez: ''Non c'e' assolutamente nulla'', ha precisato Moratti. Per il resto c'e' in ballo Ganso, con il quale Leonardo ha buoni rapporti, e forse Fabregas, uno dei pallini del presidente nerazzurro. Il necessario, insomma, per ridare fiato e chilometri a una formazione che, conti in tasca, ce la sta mettendo comunque tutta per rovinare la festa ai rivali del Milan. Quella contro il Cesena e' stata una bella vittoria ''di per se''', ha detto Moratti, anche se difficilmente non avra' fatto un pensierino allo scudetto rossonero rimandato di almeno una settimana. ''E' stata una partita interessante – ha proseguito il presidente interista – emozionante, da ricordare. Non so se il calcio sia giusto o ingiusto, ma e' stato bellissimo come e' finita''. Al di la' dei due gol di Pazzini, che hanno tolto al Milan la gioia di festeggiare il titolo al Meazza, resta il fatto che e' arrivato il tempo di rendere onore ai vincitori: ''Chi vince lo scudetto lo merita sempre – ha spiegato Moratti – perche' ha avuto piu' continuita' e piu' possibilita' di esprimersi al meglio''. Al vertice, dunque, tutto sembra segnato. Pero' nelle seconde e terze file ancora nulla e' certo. Se il Milan ormai e' un puntino rosso e nero nel binocolo di Leonardo, ben piu' pressante e' il rumore dei tacchetti di Cavani e delle urla di Mazzarri. Quell'unico punto che separa l'Inter dal Napoli, infatti, e' una membrana troppo sottile per permettere ai nerazzurri di gettarsi in queste ultime tre giornate di campionato senza un'adeguata copertura. Domenica a San Siro contro la Fiorentina non sara' facile, perche' i viola difficilmente avranno voglia di concedere agli avversari i saldi di fine stagione. Fra due settimane, poi, ci sara' proprio il Napoli al San Paolo. Una sfida che potrebbe essere decisiva non tanto in vista Champions quanto per il mantenimento del secondo posto. Che avrebbe un enorme significato psicologico in vista della prossima stagione. Quando l'Inter dovra' tornare a fare quello che ha fatto negli ultimi anni: vincere.

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