ROMA 21 APR Fra Palazzo Chigi – ROMA, 21 APR – Fra Palazzo Chigi e il Colle le comunicazioni restano difficili, fino a raggiungere un evidente dissenso su alcuni temi caldi. Innanzitutto sulla giustizia. Mentre pesa ancora sulla maggioranza il clamoroso stop di fine febbraio imposto da Napolitano al decreto milleproroghe. Nei giorni scorsi il Colle non ha risparmiato i richiami al rispetto della magistratura e delle istituzioni. I 'warning' di Napolitano erano dichiaratamente rivolti a ''tutti'', ma sono stati messi nero su bianco dopo i duri attacchi di Silvio Berlusconi, di fronte ai processi che lo riguardano, alla magistratura e ad organi costituzionali come la Consulta. E' sceso quindi il gelo tra i due, appena attenuato dal ruolo sempre attivo di ambasciatore e di riconciliatore del sottosegretario Gianni Letta, che ha mantenuto aperto un canale di comunicazione, anche nei momenti piu' difficili, con il Quirinale. Situazione che lascia in stand by qualsiasi comunicazione diretta. La vicenda dei manifesti di Milano, in cui il Pm sono stati paragonati ai brigatisti rossi ha fatto aumentare la tensione. Napolitano, si ragiona in ambienti parlamentari, ha atteso invano che Berlusconi sconfessasse pubblicamente l'autore, candidato del PdL al Comune di Milano. Da ultimo, la proposta di legge del deputato PdL Remigio Ceroni, di modificare l'art. 1 della Costituzione per sancire il primato del Parlamento su Quirinale e Consulta. Poi ci sono le varie punzecchiature a Napolitano da parte di organi di stampa vicini al premier, si rileva in ambienti parlamentari dell'opposizione. Iniziative che Pierferdinando Casini ha definito ''patetici e ridicoli tentativi di condizionare'' il Capo dello Stato. Di fronte a tutto cio', il Quirinale si limita a osservare, mantenendo il piu' assoluto riserbo. Al Colle, Napolitano e i suoi collaboratori sono infatti impegnati a preparare la celebrazione del 25 aprile, festa della liberazione, che si svolgera' a Roma, all'Altare della Patria. E la cerimonia per la Festa del Lavoro, che quest'anno e' stata anticipata al 30 aprile, perche' il 1 maggio Napolitano sara' impegnato in Vaticano per partecipare alla beatificazione di Karol Woytjla. Ieri era sembrato che si potese aprire uno spiraglio, quando il premier ha fatto sapere ai giornalisti che conta di andare al Quirinale, dopo Pasqua per incontrare Giorgio Napolitano, nominare nuovi ministri e sottoporgli perfino la lista dei sottosegretari, un adempimento non richeisto. Al Quirinale non ne sapevano nulla. Si e' capito che non era un gesto distensivo. Non e' da escludere, ma annunciata in quel modo ha assunto un sapore polemico e anche strumentale. Al Quirinale hanno sempre detto che le porte sono sempre aperte, che pero' se si vuole aumentare il numero dei componenti del governo, ministri e sottosegratari, superando il limite previsto dalla legge Bassanini, prima bisogna cambiare la legge. Napolitano lo fece presente a Berlusconi quando l'argometno fu affrontato, al Quirinale, il 16 marzo scorso.
