REGGIO CALABRIA – ''Peppe Piromalli era in galera, mio zio era . era la'. Tutto io, non c'era nessuno di 'sta gente qua. Io avevo 20 anni .. Ascolta, io, l'ho creata io, 30 anni fa; la Sisa la' sopra l'ho creata io mettemmo una fila di camion lunga da qui a la' sotto .. domani vedi che sono questi i camion che lavorano. Quelli di Gioia''. A parlare cosi', riferendosi alla catena di distribuzione alimentare Sisa, era il boss della cosca Pesce, Antonino, parlando in carcere con il figlio Francesco. Colloqui che sono stati intercettati dai carabinieri che lo scorso anno portarono a termine due operazioni contro la cosca (''All inside'') che sono all'origine del sequestro di beni per 190 milioni effettuato stamani dalla guardia di finanza. La frase, secondo gli investigatori, e' la conferma di quanto forte sia stata, nel settore dell'autotrasporto, la capacita' dei Pesce di imporre la presenza delle proprie aziende, e testimonia come Antonino fosse riuscito ad impadronirsi della catena di distribuzione alimentare della Sisa nel territorio calabrese.
