REGGIO CALABRIA 6 MAG L'idea era origi – REGGIO CALABRIA, 6 MAG – L'idea era originale, ma assolutamente non condivisibile: organizzare una manifestazione sportiva, nello specifico una corsa automobilistica, intitolandola ad un boss della 'ndrangheta ucciso. A stroncarla ci ha pensato il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, che, nel momento in cui ne e' venuto a conoscenza, l'ha immediatamente vietata. La manifestazione era stata promossa per domenica prossima, 8 maggio, nel quartiere Archi, un tempo ''regno'' della cosca De Stefano e teatro di numerosi omicidi soprattutto nel periodo della guerra di mafia che negli anni '80 contrappose le cosche cittadine, con una sequenza di omicidi al ritmo, praticamente, di uno al giorno. Proprio ad Archi, tra l'altro, fu ucciso, insieme ad un suo guardaspalle, il capo della cosca, Paolo De Stefano. Oggi, evidentemente, c'e' chi non riesce a mettersi definitivamente alle spalle quegli anni terribili e continua a mitizzare i boss di 'ndrangheta. Non si spiega altrimenti l'idea degli organizzatori della corsa automobilistica di intitolare l'iniziativa a Domenico Chirico, di 59 anni, il boss assassinato il 20 settembre del 2010 a Gallico, un altro dei quartieri simbolo della storia della 'ndrangheta reggina. Chirico fu assassinato da due persone, che gli spararono una decina di colpi di pistola calibro 9, mentre si trovava in un cantiere edile. La vittima era uno degli esponenti di spicco della cosca Condello. Era inoltre cognato del pentito Paolo Ianno' e genero del boss Paolo Suraci, assassinato in un agguato nel 1987. Chirico gestiva, assieme alla moglie, una gioielleria. Pochi mesi prima dell'agguato che gli costo' la vita, era stato scarcerato dopo avere scontato una condanna per associazione mafiosa nel processo scaturito dall'operazione Olimpia, risalente al 1995, una delle piu' importanti mai eseguite contro la 'ndrangheta. Secondo la Dda di Reggio Calabria, l'omicidio di Chirico sarebbe da collegare a fatti in cui sarebbe stato coinvolto direttamente il presunto boss e non rappresenterebbe, dunque, una vendetta per il pentimento di Paolo Ianno'. La gara automobilistica che avrebbero voluto intitolargli, denominata II minislalom Trofeo La Collina-Citta' di Sambatello ed organizzata dalla scuderia Piloti per Passione, era riservata alla partecipazione di vetture speciali, sport, turismo e granturismo. Gli organizzatori avevano omesso di trasmettere alla questura la parte del programma della manifestazione in cui si richiamava esplicitamente la dedica a Domenico Chirico. Ma nel momento in cui al questore Casabona e' stata segnalata la singolare intitolazione, e' scattato il divieto di svolgimento della manifestazione. Apprezzamento per il provvedimento di Casabona e' stato espresso dal prefetto Luigi Varratta, che lo ha definito ''ineccepibile. La corsa di auto che era stata organizzata in memoria di Domenico Chirico – ha detto Varratta – e' un altro segnale della subcultura mafiosa che alligna in alcuni ambienti della societa' reggina. Si tratta di una subcultura che stenta ad essere ridimensionata''.
