ROMA – ''Il Tg1? me l'hanno offerto, due volte in passato ho detto no. Il Tg3 nel 2009 ma posi due condizioni che sapevo impossibili; mentre al Tg5 non tornerei''. Cosi' in sintesi il direttore del tg de La7 Enrico Mentana in un'intervista a Vanity Fair,in edicola da domani e al sito dello stesso settimanale. Mentana ha quadruplicato gli ascolti a La7. Ma sicuramente non e' noto che ha ''detto di no quando gli e' stata offerta la direzione del TG1 e quella di vari quotidiani, La Stampa e l'Unita', tra gli altri''.Alla domanda che budget ha a La7? Mentana risponde: ''Forse un quarto di quello del Tg5. Ma piu' che i soldi fanno le idee. Anche il suo stipendio si e' molto ridimensionato rispetto ai tempi del Tg5. Quando stai fermo a lungo e ti arriva un'opportunita' come questa, lavori anche gratis. Dall'editore, Telecom, ho accettato uno stipendio che e' alto, per carita' – 320 mila euro lordi -, ma che e' un quinto di quello che prendevo a Mediaset dopo tanti anni di lavoro. Pero' ho chiesto a La7 un premio di risultato per ogni punto di share di crescita. Quindi probabilmente guadagnero' parecchio. I punti di crescita ormai sono quasi sette: quanto si avvicinera' al suo vecchio stipendio? Ci andro' molto vicino. Che cosa pensa del Tg1 di Minzolini? il direttore e conduttore del Tg La7 risponde: ''Orgogliosamente filogovernativo, diverso da quelli di Rossella e Mimun, allineati ma non di battaglia. E' una rivoluzione perche', prima di lui, il Tg1 cambiava solo per un 20% a seconda del partito che saliva al governo. E la sta pagando: i telespettatori antiberlusconiani vanno a cercare altro''. Andrebbe mai a dirigere il Tg1? ''Me l'hanno offerto due volte, in passato, e ho rifiutato. Perche' ha detto no? Perche' ci ho lavorato nove anni, so come funziona. In Rai tornerei solo se mi venisse garantita la liberta' di non rispondere al telefono ai politici. Una cosa che non concederanno mai. Io sono l'unico direttore di Tg che non vota (..)''. E alla domanda se Piersilvio Berlusconi le avesse riproposto il Tg5, avrebbe accettato? Mentana rileva :''la storia non va mai all'indietro. Era giusto che facessi una cosa diversa in un posto diverso''. E a proposito delle parole dette dall'ex dg Rai Mauro Masi in un'intervista al Corriere della Sera, 'La sinistra non ha accettato Enrico Mentana al Tg3', Mentana precisa al sito di VanityFair.it come ando' la sua trattativa per guidare il Tg3 nell'estate del 2009: ''Mi cerco' l'allora direttore di Rai3 Paolo Ruffini. Per accettare gli posi due condizioni che sapevo impossibili: la mia nomina avrebbe dovuto essere votata all'unanimita' del Cda Rai e ricevere il voto positivo e pieno dell'Assemblea dei Giornalisti. Che fossero impossibili era chiaro perche' Rai3 e' sempre stato l'unica rete sotto il controllo della sinistra e il Pd aveva gia' fatto il nome di Bianca Berlinguer''.
