ROMA 18 MAG Da quando e' stat -ROMA, 18 MAG- Da quando e' stata presentata sui palcoscenici inglesi nel 1978, ''Tradimenti'' (''Betrayal') e' apparsa come una delle opere migliori del Premio nobel Harold Pinter, una fama accresciuta dal film che ne venne tratto, con Patricia Hodge, Jeremy Irons e Ben Kinsley. Trenta anni piu' tardi la commedia torna in scena – al Piccolo Eliseo di Roma – e porta fortuna ai suoi tre interpreti: a Tony Laudadio e Enrico Ianniello, fra i quali spicca Nicoletta Braschi, molto applaudita, alla prima di ieri sera, anche da suo marito, che e' Roberto Benigni. Come indica chiaramente il titolo, si tratta di 'tradimenti' coniugali, di un triangolo erotico super classico: Emma, sposata con l'editore Robert, e' l'amante del suo miglior amico, l'agente letterario Jerry. Ma anche Robert ha tradito spesso la moglie e tutti sono apparentemente felici e contenti, insieme ai loro bei bambini. In realta', se i tradimenti seguono un percorso classico, l'evolversi della commedia procede all'indietro. Nella prima scena Emma e Jerry si incontrano due anni dopo la fine della loro relazione e nelle successive nove scene – tese e stringate nel dialogo fatto di parole e silenzi – assistiamo al ritorno indietro della vicenda, che procede come un nastro che si riavvolge, dalla fine verso l'inizio della vicenda. In tale movimento a ritroso si scopre l'abisso di egoismo nel quale i tre personaggi vivono, insieme ad un gelido fair play, grazie al quale tutti sanno tutto e tutti sono disponibili ad un accomodamento reciproco. L'altro aspetto rilevante del testo e' la propensione a mentire, che tutti e tre esprimono, quasi inavvertitamente . Cosi' la civile accettazione dei rispettivi tradimenti permea di una soffocante amarezza l'intera vicenda, insinuando nello spettatore il dubbio sottile che tutti e tre i protagonisti siano complici nelle loro menzogne. ''Mettendo tutto alla rovescia – ha spiegato lo stesso Pinter – Io ho preso la memoria alla lettera, la memoria senza logica, che e' una macchina stupida, come tutte le macchine''. Per lo scrittore, del resto, l'opera ha pure un significato fortemente autobiografico, perche' racconta sostanzialmente la relazione segreta che Pinter ebbe per sette anni con la giornalista televisiva Joan Bakewell, all'ombra dei rispettivi matrimoni. Tanti elementi si intrecciano dunque nell'opera, che richiede attori di qualita', come quelli in scena al Piccolo Eliseo, con la regia di Andrea Renzi, nello spettacolo che conclude la rassegna ''Romacitta'teatro'' diretta da Orazio Torrisi.