Disordini e scontri tra polizia e dimostranti sono scoppiati in diverse località del Niger, dove si vota per il controverso referendum indetto dal presidente Mamadou Tandja, al potere dal ’99, che punta a restare in carica a tempo indeterminato.
I manifestanti protestavano contro la consultazione, boicottata dalle forze di opposizione che l’hanno bollata come un tentativo di colpo di stato. Epicentro dei tumulti è stata soprattutto la città di Tahoua, situata nella parte occidentale del Paese e roccaforte di uno dei principali avversari del regime di Tandja, Mamadou Issoufou.
A Illela, un villaggio del circondario, gli agenti hanno fatto ricorso ai lacrimogeni contro i manifestanti che tentavano d’impedire l’accesso a due seggi. Guerriglia urbana anche in altri due centri della zona mentre a Dosso, nel sud-ovest, sono stati arrestati numerosi militanti dell’Alleanza per la Democrazia e il Progresso, una delle maggiori formazioni della dissidenza: lo hanno reso noto fonti di tale partito, e la notizia è stata poi confermata anche dal ministro dell’Interno, Albade Abouba.
In base alla Costituzione del Paese africano, Tandja dovrebbe farsi da parte il 22 dicembre prossimo, dopo le presidenziali, avendo esaurito il suo secondo mandato quinquennale: l’uomo forte nigerino ha però voluto convocare il referendum onde vedersi prorogare i poteri per un ulteriore triennio; scaduto il quale, in caso di vittoria dei sì, sarebbe legittimato a guidare il Niger senza più alcun termine.
