“No in piazza”. Avvenire boicotta manifestazione libertà d’informazione

Avvenire prende le distanze dalla manifestazione in favore della libertà di stampa. «Avvenire non va in piazza, va in edicola», scrive oggi in un’editoriale il vice direttore del giornale cattolico Marco Tarquinio.

«Avvenire non cambia – assicura Tarquinio – Perchè così lo vuole la sua comunità di riferimento, a sua volta responsabilmente gelosa della propria soggettività e della propria libertà».

«Nessuno ci strattoni – avverte il direttore – non ci facciamo arruolare, né ci facciamo intimidire. Avvenire è il giornale di ispirazione cattolica, e non rinuncia alla sua autonomia e alla sua indipendenza».

L’articolo, che prende le distanze da tentativi di strumentalizzazione in vista della manifestazione sulla libertà di stampa, «opportunamente rinviata» a causa della strage di Kabul, è stato pubblicato proprio alla vigilia di un Consiglio Episcopale Permanente durante il quale si parlerà probabilmente anche del futuro direttore del giornale cattolico.

I nomi dei possibili candidati sono oggi oggetto addirittura di un sondaggio su Facebook, come segnala il sito del vaticanista Marco Tosatti.

L’editoriale torna incidentalmente sul “caso Boffo” quando denuncia le distorsioni giornalistiche sulla sentenza del Tar che ha respinto il ricorso che chiedeva di annullare l’atto di indirizzo del ministro Sacconi in pieno caso Eluana ma è stata presentata dai media «come l’opposto» di quel che era, cioè come se i giudici avessero accolto la richiesta.

Ancora una volta, rileva Avvenire, «notizie sbagliate, eppure date per buone», ulteriori «vertiginose cadute nell’approssimazione e nella deformazione ingiusta e persino deliberatamente feroce».

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