Nucleare, l'Iran torna al tavolo delle trattative

TEHERAN 10 MAG L'Iran ha accolto – TEHERAN, 10 MAG – L'Iran ha accolto l'invito dell'Unione europea a tornare al tavolo delle trattative con le grandi potenze, ma non e' disposto a rinunciare ai suoi ''diritti'' in campo nucleare, tra i quali ha sempre incluso quello ad arricchire l'uranio, vero nodo della contesa. E' questo il senso di una risposta inviata da Teheran alla responsabile della politica estera della Ue, Catherine Ashton, di cui ha dato notizia oggi la televisione di Stato. L'invito era stato fatto dalla Ashton alla Repubblica islamica dopo che, nel gennaio scorso, era fallito l'ultimo incontro tra Teheran e il gruppo dei 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) tenuto a Istanbul. Anche in quella occasione l'Iran aveva affermato che non era disposto a rinunciare all'arricchimento, nonostante le richieste di sospensione contenute in varie risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Ieri, durante una visita a Istanbul, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha detto che la prossima sessione di trattative si svolgera' ancora nella citta' turca, ma non ha precisato la data. ''Spero che questo tema cosi' importante trovera' una soluzione finale nei prossimi colloqui di Istanbul'', ha detto Ahmadinejad. Oggi, pero', il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehman-Parast, ha fatto capire che cio' non significa un sostanziale mutamento di rotta da parte della Repubblica islamica nel perseguimento del suo programma. La necessita' di trattative e' ''una posizione che abbiamo sempre sostenuto'', ha affermato il portavoce. Mentre nella sua lettera alla Ashton il capo negoziatore iraniano, Said Jalili, ha sottolineato che Teheran non intende fare marcia indietro e ha aggiunto che le grandi potenze devono ''smettere di fare pressioni'' sulla Repubblica islamica. L'Iran insiste inoltre sul fatto che nei negoziati non si dovra' trattare solo il suo programma nucleare, ma anche i problemi piu' generali della sicurezza regionale e della giustizia nei rapporti tra Stati. ''L'insistenza di alcuni governi nella continuazione di relazioni ineguali nel mondo, la soppressione della volonta' dei popoli e il sostegno ai governi tirannici sono cose che non possono continuare'', ha scritto Jalili.

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