ROMA 28 APR Il copione e' sempre – ROMA, 28 APR – Il copione e' sempre lo stesso: Il Giornale di 'casa' Berlusconi, spara ad alzo zero contro Giulio Tremonti, che infuriato chiede l'immediata smentita al capo del governo il quale ribadisce piena fiducia al titolare dell'Economia. Ma, al momento, il risultato e' che fra il Cavaliere e il Professore dalla tregua si torna al gelo. Quello andato in onda oggi e', come detto, un 'film' gia' visto: l'ultima volta una settimana fa con il doppio affondo Galan-Sallusti contro Tremonti. Il direttore del quotidiano oggi e' tornato ad attaccare a testa bassa il Professore: ''Ha perso la testa'' per la nomina di Mario Draghi alla Bce e per il via libera del premier all'Opa su Parmalat. Parole che pesano come macigni. Tanto che il ministro dell'Economia pretende l'immediata presa di distanza del Cavaliere. Cosa che avviene puntualmente, anche se solo intorno alle 14, con un comunicato di palazzo Chigi in cui Berlusconi ''smentisce'' il quotidiano di famiglia e riconferma ''piena fiducia'' nel ministro. Il premier ricorda inoltre l'approvazione del Documento Economico Finanziario sottolineando che reca le firme di entrambi. Infine, Berlusconi sottolinea come Tremonti sia impegnato con lui a ''ritrovare con la Lega i termini di un comune impegno sulla politica estera''. Ma e' una precisazione che, da sola, difficilmente potra' soddisfare Tremonti, nonostante molti 'pompieri' si siano affrettati a scaricare tutta la responsabilita' sul direttore e su quei fedelissimi del Cavaliere (da Denis Verdini a Daniela Santanche') che a detta di qualcuno vedono come fumo negli occhi il Professore. Spiegazioni che, stando ai rumors raccolti, non hanno per nulla convinto Tremonti, che appena una settimana fa era andato personalmente da Berlusconi a chiedergli che il fuoco amico dal Pdl e dintorni cessasse. Oggi invece non si hanno notizie di telefonate dirette tra i due. A scendere in campo e' stato Gianni Letta, si racconta, che con una serie di contatti telefonici sta cercando di ricucire il rapporto tra il responsabile dell'Economia e il premier. Interessante notare, inoltre, che ieri lo stesso Tremonti ha fatto di tutto per apparire come il mediatore fra i malumori leghisti sulla Libia e il Cavaliere. Anche di questo aveva parlato ieri in una saletta di Montecitorio con Franco Frattini e Ignazio La Russa, auspicando che sulla Libia si arrivi presto ad una posizione comune nella maggioranza. Tanto che un ministro berlusconiano ha confessato di essere rimasto molto sorpreso dall'affondo del Giornale. Pochi o nessuno nel Pdl pero' dubitano del fatto che Berlusconi, se non diretto ispiratore, abbia perlomeno dato il suo placet all'attacco del quotidiano. Un modo per ridimensionare il 'super ministro'. Tra l'altro il Cavaliere, secondo alcuni parlamentari del Pdl, vedrebbe lo 'zampino' del titolare del Tesoro dietro al riferimento dei leghisti al costo dell'interventismo italiano in Libia. Indizio che avrebbe scatenato le ire del capo del governo contro il Professore. Versione, ovviamente negata da Tremonti che anzi giura di lavorare ad una ricomposizione fra il Senatur e il Cavaliere. Non solo: qualcuno, solitamente molto ascoltato da Tremonti, sostiene che il Professore nelle ultime ore ha iniziato a riflettere sulla necessita' di migliorare i rapporti con il Pdl. ''Non ha amici dentro il partito e nella Lega per quanto benvoluto e stimato restera' sempre un 'ospite''', spiega la fonte. Un modo per dire che alla fine rischia di ritrovarsi in un vicolo cieco. Se questo 'riposizionamento' fosse concreto, l'ultimo attacco del Giornale rischierebbe di compromettere tutto. A peggiorare le cose, le parole di Mario Draghi (sponsorizzato dal Cavaliere alla Bce) sulla necessita' di varare subito una manovra per la tenuta dei conti pubblici: l'esatto contrario di quello che sostiene il ministro dell'Economia. Insomma, ce n'e' abbastanza per far pensare che la tregua fra Berlusconi e Tremonti e' gia' in forse.