Obama cerca consenso, dopo Osama guerra al caro benzina

NEW YORK 14 mag Dopo Osama bin L – NEW YORK, 14 mag – Dopo Osama bin Laden, tocca al caro benzina: via libera della Casa Bianca a nuove trivellazioni nel Golfo del Messico, nell'Atlantico e anche in Alaska, come ha annunciato oggi a sorpresa il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Dopo il successo, registrato anche dai sondaggi, dei raid contro il numero uno di al Qaida, ucciso dai servizi speciali Usa nel suo compound di Abbottabad in Pakistan nelle notte tra il 1 e il 2 maggio, Obama tenta ora di risolvere una questione che potrebbe pesare ancora di piu' del terrorismo internazionale e della sicurezza degli Stati Uniti sulla campagna elettorale. Parliamo del prezzo del greggio e del carburante, mediamente intorno ai 4 dollari a gallone, molto di piu' rispetto ad un anno fa, anche se si tratta di circa la meta' della media europea. Che l'economia sara' uno dei temi portanti della campagna elettorale per le presidenziali non e' una novita'. Ma se alle difficolta' del mercato immobiliare e di quello del lavoro si aggiunge il caro benzina, tutto diventa molto piu' difficile per Obama, che punta ad essere rieletto nel novembre 2012, anche in mancanza di avversari seri in seno all'opposizione repubblicana. Per rispondere alle preoccupazioni dell'opposizione repubblicana (ma verosmilmente anche per scippare agli avversari un tema scottante), Obama ha annunciato a sorpresa che intende dare il via libera a nuove trivellazioni nel Golfo del Messico, nell'Atlantico e in Alaska. Nel suo discorso radiofonico ed internet del sabato, Obama ha indicato che chiedera' al ministero dell'interno ''di dare ogni anno nuove licenze per sfruttare le riserve nazionali di petrolio in Alaska, rispettando le aree sensibili'', evitando cioé la riserva naturale dell'Artico. Il presidente ha anche chiesto ''di accelerare la valutazione delle risorse petrolifere e di gas nell'Atlantico centrale e del sud'', aggiungendo che ''intendiamo cedere in leasing nuove aree nel Golfo del Messico e lavorare per creare nuovi incentivi all'industria'' per strutture onshore e offshore. E tutto cio' si verifica un anno dopo circa la tragedia della Deepwater Horizon, con un inquinamento senza precedenti nel Golfo del Messico, ma anche poche settimane dopo il terremoto in Giappone che ha evidenziato quanto possano essere a rischio le centrali nucleari, anche negli Stati Uniti. Forse anche per questo Obama, storicamente pro-nucleare, e' tornato a ipotizzare nuove trivellazioni dopo la pausa legata alla vicenda della Bp nel Golfo del Messico, e dopo aver criticato, anche in tempi molto recenti, gli sgravi fiscali di cui godono i petrolieri negli Usa, nonostante gli ingenti guadagni di questi ultimi anni. Il discorso sull'Alaska, un territorio incontaminato o quasi, e' ancora diverso e sembra orientato a sedurre l'elettorato piu' conservatore. ''Drill, baby drill'', cioe' ''trivella, tesoro trivella'', era uno delle frasi preferite dell'ex Governatrice Sarah Palin, ex candidata vicepresidente di John McCain, l'avversario di Obama nel 2008.

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