OLIMPIADI: BERLUSCONI NON ANDRA’, REGIME BLOCCA SITI INTERNET, SMOG SEMPRE ALTO

Silvio Berlusconi non andra’ alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino. A rappresentare il governo italiano sara’ il ministro degli esteri Franco Frattini. "Mi hanno detto – ha spiegato a margine di un incontro organizzato con i senatori del Pdl – che in Cina fa caldissimo, più di 50 gradi e che c’è molta umidità. Io non andrò, ma sarò rappresentatissimo dal ministro degli Esteri", ha aggiunto. Per l’Italia sara’ anche presente anche il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi. 

Con Frattini la delegazione italiana sarà comunque di alto livello, come auspicava l’ambasciatore cinese a Roma. Resta invece la censura dei Radicali e di altri settori politici, che fino all’ultimo hanno spinto affinché l’esecutivo italiano e tutti gli altri leader mondiali disertassero la cerimonia per solidarizzare con le proteste contro i diritti umani violati in Tibet e in Cina.

"Si sta delineando una situazione per cui molti Paesi ci saranno, a livello di premier o di ministri degli Esteri – ha spiegato il titolare della Farnesina – e l’Italia non può che essere vicina ai suoi alleati".

Intanto le autorità cinesi, che negli scorsi giorni hanno dato un caloroso benvenuto alla stampa straniera, non hanno apparentemente considerato il "particolare" più importante, il libero accesso alle informazioni. La difficoltà ad aprire molti siti Internet e l’impossibilità di accedere ad altri sono subito diventate il tema caldo della stampa: a poco più di una settimana dall’apertura delle Olimpiadi, la Cina censura ancora i siti Internet scomodi, Velocità della connessione compresa, perchè la lentezza del servizio è un altro problema denunciato da molti giornalisti (a sua volta probabilmente causato dai "controlli" da parte delle centinaia di migliaia di "cyber-poliziotti" attivi in Cina). Durante una conferenza stampa nel Main Press Center (Mpc), il responsabile per la comunicazione del comitato organizzatore delle Olimpiadi (Bocog), Sun Wenjia, ha negato che siano state poste in atto misure censorie e ha ricordato che alcuni siti web «potrebbero essere inaccessibili per proprie difficoltà tecniche». «Per quanto ne so, l’accesso a Internet non è un problema», ha risposto a un giornalista americano che ha raccontato di non essere riuscito ad aprire alcuni siti web come quello della BBC e dell’Apple daily, un quotidiano di Hong Kong critico verso il governo cinese.

Ma oggi sono risultati inutili anche i tentativi di accedere al sito di Amnesty International che ha pubblicato ieri un rapporto nel quale accusa la Cina di non avere mantenuto le promesse sui diritti umani, tradendo in questo modo i valori fondamentali dell’Olimpismo. Una "lista nera" di siti web contenenti informazioni "illegali e dannose", secondo le autorità, è stata recentemente pubblicata dal Centro cinese per i contenuti internet illegali (Ciirc) con l’obiettivo di creare «un ambiente Internet più sano». Non solo: la capitale cinese ha stretto un giro di vite su molte pubblicazioni in joint venture con partner occidentali o semplicemente dal "sapore" straniero, ordinando la chiusura di decine di siti Internet.

A pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi, i livelli di inquinamento dell’aria a Pechino restano alti. L’allarme smog rischia di rovinare i Giochi. Il governo cinese ha annunciato che potrebbe attuare una serie di misure d’emergenza nel caso in cui la qualità dell’aria non dovesse migliorare per la cerimonia d’apertura. Le autorità cinesi, in particolare, potrebbero limitare ancora di più la circolazione delle auto nella capitale, fino a coinvolgere il 90% dei veicoli, e potrebbero costringere alla chiusura molte delle fabbriche che hanno la loro sede nella città olimpica.

Le prime misure drastiche, applicate dallo scorso 20 luglio, non sembrano avere dato i risultati sperati. Malgrado lo stop stabilito alla metà di 3,3 milioni di auto che circolano ogni giorno e alle ferie obbligatorie imposte a migliaia di operai delle fabbriche della zona, a pochi giorni dall’apertura, una foschia continua ad avvolgere tutti gli edifici di Pechino. Gli organizzatori sperano nell’aiuto di vento e pioggia. Gli atleti corrono ai ripari. La squadra di hockey britannica ha sfoderato le sue armi: si tratta di lenti a contatto rosse che migliorano la visione. E’ questa l’ultima trovata contro lo smog che soffoca la capitale cinese.

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