GAZA/TEL AVIV – Hamas deve fare piena luce non solo sulla ''oltraggiosa'' uccisione del volontario italiano Vittorio Arrigoni ma anche sulla morte di due miliziani salafiti ritenuti responsabili del suo sequestro, rimasti uccisi il 19 aprile nel campo profughi di Nusseirat (Gaza) in uno scontro a fuoco con i servizi di sicurezza locali. Lo afferma in un comunicato il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr-Gaza). Secondo questa Ong anche su questo incidente deve essere condotta una inchiesta approfondita. Su alcuni siti web legati al Jihad mondiale si afferma infatti che i due miliziani (il giordano Abdel Rahman al-Brizat e il palestinese Bilal al-Omari) sarebbero stati uccisi a sangue freddo da agenti di Hamas dopo la loro cattura, mentre un terzo e' stato catturato vivo. A sostegno di questa tesi hanno diffuso una breve registrazione di quella che presentano come la ''intercettazione di una trasmissione radio delle forze di Hamas impegnate nel blitz''. Il ministero degli interni dell'esecutivo di Hamas a Gaza aveva sostenuto in precedenza che al-Omari e' rimasto ucciso da una bomba a mano lanciata da al-Brizat il quale, vistosi perduto, si e' poi sparato un colpo alla testa con una pistola. Nel frattempo il ministero degli esteri di Hamas ha pubblicato un documento in cui afferma che tutte le persone coinvolte nel rapimento e nella uccisione di Arrigoni sono state catturate e saranno processate. Hamas – aggiunge il documento – e' determinato a mantenere a Gaza la sicurezza e la stabilita'. La uccisione del volontario italiano – prevede Hamas – non scoraggera' la organizzazione di nuove iniziative umanitarie internazionali a favore della popolazione della Striscia e a Gaza – conclude – quegli attivisti riceveranno la protezione necessaria.