SALERNO – Pochi minuti prima delle 12, Filomena e’ uscita fuori dall’aula del Tribunale di Salerno. Il volto scuro, gli occhi pieni zeppi di lacrime. Sua figlia, Elisa Claps, oggi in qualche modo l’ha rivista. Soprattutto, ha visto la sua morte. Stamattina, per ore, sulla parete bianca dell’aula sono state proiettate le immagini di un manichino che, nella simulazione, rappresentava il corpo di Elisa. C’erano i colpi inferti, le posizioni esatte. Un ‘corpo’ che, insieme a quelli di comparazione, indossava anche gli abiti ritrovati sui resti della ragazza potentina: la maglia bianca, gli indumenti intimi, tagliati dall’omicida. Abiti che la ragazza indossava nel giorno della sua morte. E che Filomena ha rivisto per la prima volta. Dalla voce dei periti la mamma di Elisa Claps ha ascoltato cosa puo’ essere successo quel giorno di tanti anni fa. Attimo dopo attimo. E lo ha vissuto come se stesse succedendo davanti a lei, in quell’istante. Ecco perche’, ad un certo punto, ha deciso di lasciare l’aula per qualche minuto. Non una parola, nel corridoio del Tribunale. Solo tanto dolore sul suo volto. E silenzio. Per sette ore, oggi, nel corso della seconda udienza dell’incidente probatorio, i periti hanno spiegato, simulato, risposto alle domande dei legali dei Claps, Giuliana Scarpetta, e di Danilo Restivo, unico indagato per la morte di Elisa, Mario e Stefania Marinelli. La perizia merceologica di Eva Sacchi e quella botanica di Alessandro Travaglini hanno fatto luce non solo sulla dinamica dell’omicidio di Elisa, ma anche sul ritrovamento del suo corpo, ufficialmente il 17 marzo 2010 nel sottotetto della Chiesa della SS. Trinita’ di Potenza. Ma secondo la famiglia Claps e anche le stesse perizie, forse prima, anche due anni prima. E in quella chiesta, tuttora sequestrata, e’ tornata oggi la polizia, alla ricerca non si e’ saputo di cosa. Poi di nuovo i sigilli alle porte del tempio. ”Il botanico Travaglini ha detto che i semi ritrovati sul corpo di Elisa si riferiscono a due fioriture diverse e precedenti il ritrovamento del corpo – ha riferito il legale dei Claps, Giuliana Scarpetta – le fioriture di quei semi avvengono tra maggio e giugno, quindi il periodo in cui sarebbero fioriti e’ giugno 2009 e 2008”. Francesco Introna, l’anatomopatologo che effettuo’ l’autopsia sul corpo di Elisa, ha anche lui sottolineato: ”La perizia conferma quanto noi avevamo detto in sede di esame autoptico, e cioe’ che la presenza di quei semi trovati sul corpo dicono che era esposto da almeno un anno”. Il sottotetto della chiesa era, dunque, frequentato, dice l’accusa, che chiama in ballo anche il ritrovamento di un foglietto elettorale e di alcuni bollini di una societa’ petrolifera, datati 2008. ”Sono stati acquisiti dalla polizia scientifica – spiega la Scarpetta – la Sacchi ci ha spiegato che sul foglietto c’e’ un nome e cognome che non sa dire se sono di un candidato o di altri”. E poi, l’apertura nel sottotetto proprio sopra il sito dove e’ stato ritrovato il cadavere: per Eva Sacchi, riferisce il legale dei Claps, ”fatta unicamente per far defluire gli effluvi della decomposizione, realizzata frettolosamente, non da persone esperte”. L’accusa chiama in causa anche le impronte delle scarpe ritrovate in quel sottotetto: ”La perizia dimostra che tutte le impronte che sono state repertate e fotografate non corrispondono a quelle dei tre operai romeni che, ufficialmente, hanno ritrovato il corpo di Elisa”. ”Oggi non sono state presentate osservazioni, non e’ il momento, prossimamente lo faremo”, ha detto il legale di Restivo, Mario Marinelli. E l’appuntamento e’ a martedi’ 26 aprile, quando l’udienza di chiusura, che potrebbe prolungarsi a mercoledi’, vedra’ il confronto su un elemento centrale, il ritrovamento del Dna di Restivo sul corpo di Elisa, tra Vincenzo Pascali, la cui perizia e’ stata bocciata dalla Procura di Salerno, e il comandante del Ris di Parma, Giampietro Lago, e il maggiore Andrea Berti del Ris di Roma, ai quali fu successivamente conferito l’incarico dal Gip di Salerno, Attilio Franco Orio.
