Omicidio Goffo, analisi sugli ultimi reperti trovati: due dita e la fede

ASCOLI PICENO – La Procura di Ascoli ha affidato oggi gli incarichi sugli ultimi reperti rinvenuti qualche settimana fa nel Bosco dell'Impero, dove il 5 gennaio scorso e' stato trovato il cadavere di Rossella Goffo, la funzionaria della prefettura di Ancona scomparsa un anno fa e poi rinvenuta cadavere sul Colle San Marco, la stessa zona da dove era scomparsa lunedi' scorso Carmela-Melania Rea. Si tratta di tre bossoli e delle falangi di due dita, oltre alla fede nuziale. L'esame dei reperti organici e' stato affidato ai medici legali Claudio Cacaci e Adriano Tagliabracci, che insieme al tossicologo Rino Froldi gia' si sono occupati dell'autopsia sui resti rinvenuti a gennaio e i cui risultati dovrebbero essere depositati nelle prossime settimane. La perizia sui bossoli e' stata invece affidata alla polizia scientifica di Ancona. Alvaro Binni, l'operatore della Questura di Ascoli indagato per l'omicidio della Goffo, non ha attualmente in uso la pistola d'ordinanza. L'arma non e' sotto sequestro, ma gli e' stata tolta per motivi precauzionali dopo il ritrovamento del cadavere e gli verra' restituita solo qualora dovesse tornare in servizio. Da tempo, infatti, e' in malattia, tanto che non si e' mai recato in Questura a Teramo dove era stato applicato dal questore di Ascoli per ragioni di opportunita', visto che i colleghi ascolani di Squadra Mobile e Scientifica indagano su di lui. Binni assicura che la sua pistola non spara da anni; inoltre, a un primo esame visivo i proiettili risalirebbero ad un'epoca decisamente antecedente ai fatti legati alla morte della Goffo. La vicenda della funzionaria e' tornata prepotentemente alla ribalta dopo il 'giallo' di Carmela Rea. Binni, che stasera interverra' alla trasmissione televisiva 'Quarto grado' ha detto di essere esasperato dall'attenzione mediatica e molto provato dalle pesanti accuse a suo carico. ''Arrestatemi, processatemi!'', ha detto, ribadendo di non essere mai stato l'amante della donna e non non aver mai avuto motivi per ucciderla.

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