Omofobia, Concia (Pd): Adesso Costa deve trovare mediazione tra i suoi

Roma – "Io avevo fatto un ulteriore sforzo per arrivare ad un testo davvero condiviso e avevo ripreso il vecchio testo, che loro ieri avevano bocciato, inserendo però delle modifiche che lo rendevano identico al Trattato di Lisbona, che l'Italia ha recepito. Gli ho dunque chiesto di ritirare gli emendamenti soppressivi e di votare, insieme a noi, questa nuova proposta che si rifà interamente alla normativa europea. E invece loro non hanno minimamente ascoltato ribocciando tutto un'altra volta". Paola Concia, deputata del Pd, dopo l'ultimo disperato tentativo di portare in aula una proposta di legge bipartisan, getta la spugna ed esprime il suo sconforto dopo l'ennesima bocciatura. Questa mattina, infatti, in commissione Giustizia della Camera, la maggioranza appoggiata anche dall'Udc ha detto no anche alle modifiche apportate dalla Concia alla proposta di legge sull'omofobia. Un emendamento, che allargava, come richiesto dalla stessa maggioranza, l'aggravante non solo a chi commetteva reati contro omosessuali e transessuali, ma anche nei confronti di categorie diverse per sesso, anziani e i disabili. La deputata si è così dimessa per protesta da relatore (restando solo relatore di minoranza) e la presidente Giulia Bongiorno ha dato mandato a Enrico Costa (Pdl) di riferire in aula sul provvedimento. Il testo infatti approderà nell'emiciclo di Montecitorio il prossimo 23 maggio, e sarà quello presentato originariamente da Antonello Soro (Pd) con la possibilità per maggioranza e opposizione, di presentare emendamenti per modificarlo. "Voglio vedere – sottolinea Concia – se Enrico Costa riuscirà davvero in aula a trovare una mediazione tra i suoi".

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