Continua a salire la tensione tra il governo tedesco e General Motors sulla vicenda Opel, la controllata teutonica del gruppo di Detroit. Il ministro dell’Economia di Berlino, Karl-Theodor zu Guttenberg, ha comunicato alla compagnia statunitense di aspettarsi una «decisione di base» sull’acquirente di Opel entro la settimana che inizia il 7 settembre.
Con delle offerte pronte per essere firmate, quella del fondo di investimento belga Rhj e quella del fornitore di componentistica austro-canadese Magna, è tempo che General Motors “si arrenda”, ha dichiarato il ministro alla rete televisiva Ard. Le divergenze tra Berlino e Detroit sono da tempo note: l’esecutivo tedesco e i sindacati sostengono l’offerta di Magna, mentre Gm preferisce vendere a Rhj.
Il governo tedesco ha già chiarito che avrebbe concesso i miliardi di euro di garanzie sui prestiti necessarie a finanziare l’operazione solo se Gm avesse scelto Magna: negli ultimi giorni però sono circolate voci secondo le quali l’azienda americana potrebbe addirittura rinunciare a cedere Opel, magari reperendo fondi altrove. Queste voci hanno fortemente irritato il governo tedesco, che a questo punto chiederebbe la restituzione del prestito ponte versato per tenere in vita Opel. La possibilità che la compagnia americana mantenga il controllo di Opel non era stata esclusa da Carl-Peter Forster, numero uno di Gm in Europa: Forster si era spinto fino ad affermare che, con tutta probabilità che sarà Magna a spuntarla, ma si tratterebbe di un punto di vista isolato all’interno dell’azienda, fanno sapere fonti di Detroit.
I membri più influenti del board di Gm, con in testa i vicepresidenti Bob Lutz e Tom Stephens, sarebbero infatti fermi nel proposito di tenersi la casa tedesca se sfumasse ogni possibilità di cederla a Rhj.
