Osama Bin Laden: Tora Bora, la beffa dello 'sceicco'

PECHINO 2 MAG Fu l'ultima beffa – PECHINO, 2 MAG – Fu l'ultima beffa dello ''sceicco'', come lo chiamavano con evidente ammirazione i pakistani. Circondato con alcune centinaia di seguaci nelle cave afghane di Tora Bora (la Montagna Bianca in lingua pashtun), Osama bin Laden riusci' a raggiungere le vicine aree tribali del Pakistan e la salvezza. La sorpresa fu generale. Era la fine di novembre del 2001. I Taleban erano gia' sconfitti, Kabul era saldamente nelle mani delle forze della coalizione guidata dagli Usa e dei suoi alleati afghani dell'Alleanza del Nord. Lo ''sceicco'' era in quei giorni una figura mitica, l'uomo alto quasi due metri, con la barba lunga e il kalashnikov tenuto con noncuranza lungo un fianco che aveva osato, per la prima volta nella storia, attaccare gli Stati Uniti sul loro territorio. Pochi giorni prima era stato segnalato, a cavallo, alla testa di una colonna dei suoi arabi nei pressi di Jalalabad, a pochi chilometri da Tora Bora. Il capo delle operazioni militari della coalizione, il generale americano Tommy Franks, affido' il compito di dare l'assalto a Tora Bora – un complesso di cave attrezzate dai mujaheddin afghani che combatterono contro gli invasori sovietici poi usato dai loro successori, i Taleban – alle milizie di tre ''comandanti'' afghani. Il giornalista e scrittore pakistano Ahmed Rashid li ha cosi' descritti: ''erano Hazrat Ali, un brutale comandante minore dell'Alleanza del Nord.., Haji Zaman, un avventuriero appena rientrato dall' estero e Haji Zhair, l'inesperto 27enne'' figlio di un leader locale. I tre, aggiunge Rashid, ''passarono altrettanto tempo a combattere tra di loro che contro gli arabi..''. Almeno uno dei tre fu corrotto da bin Laden che, con centinaia dei suoi uomini, raggiunse la zona tribale di Kurram in Pakistan. Quando, ai primi di dicembre, arrivarono alcune decine di uomini delle forze speciali americane e i B52 cominciarono a bombardare le cave, secondo Rashid, Osama e i suoi arabi erano gia' in salvo in territorio pakistano. Nel corso della campagna elettorale del 2004, Franks sostenne che il candidato democratico alla presidenza degli Usa John Kerry aveva ''distorto la storia'' affermando che aveva ''lasciato scappare'' bin Laden. Franks aggiunse che Osama ''non era mai stato alla nostra portata'', senza pero' spiegare la scelta di affidare l' attacco che avrebbe potuto portare alla fine dello ''sceicco'' con dieci anni di anticipo a degli alleati dalla lealta' e dalle capacita' militari incerte come i tre descritti da Rashid. La fuga da Tora Bora rafforzo' il mito dell'inafferrabile guerrigliero. Subito cominciarono a circolare sul suo conto le voci piu' disparate: Osama era fuggito in Iran, nello Yemen, addirittura nelle regioni di confine della Cina, mentre alcuni affermavano che era morto sotto le bombe dei B52. L altalena delle voci continuo' fino a quando non fu la stessa Central Intelligence Agency (Cia) ad ammettere, due anni dopo, di averne semplicemente perso le tracce ma di ritenere che fosse vivo, probabilmente nelle aree tribali del Pakistan.

Published by
admin