ROMA – A oltre un anno dall'avvio del processo di informatizzazione della Pubblica Amministrazione, i tempi e i costi per adempiere agli obblighi fiscali e previdenziali restano biblici. Ciascun italiano impiega oltre 300 ore l'anno, quasi un'ora al giorno, per districarsi nel labirinto di scadenze e pagamenti vari. Lo rileva uno studio del Patronato Inac, l'Istituto nazionale assistenza cittadini della Cia-Confederazione italiana agricoltori, presentato oggi in occasione di Inac in piazza per te in cui si offre consulenza gratuita in appositi gazebo sui 'nodi' del welfare. Se a disbrigare le pratiche burocratiche sono un pensionato o uno straniero, allora – sottolinea la Cia – le ore diventano 390 all'anno. Contro le 300 ore annue dello Stivale perse in pratiche e richieste di certificazione – spiega l'Inac – la Gran Bretagna 'sfoggia' 110 ore in media d'anno, la Francia 132, la Germania 196 e la Spagna 213. Il risultato – prosegue la Cia – è che la burocrazia arriva a pesare in Italia per circa 70 miliardi di euro, con un'incidenza complessiva su imprese e famiglie pari al 4,5 per cento del Pil. Oggi per i cittadini che chiedono l'accertamento delle loro inabilità – prosegue l'Inac della Cia – ottenere la certificazione e il conseguente accesso agli aiuti economici o un permesso dal lavoro per l'assistenza a un familiare è diventato un vero e proprio miraggio. I tempi d'attesa, quando va bene, si aggirano infatti intorno ai 2 anni. Ma ci sono anche malati che muoiono prima della definizione della loro domanda. Per questo, l'Inac ''torna a chiedere con forza tempi brevi e certi di definizione e, soprattutto, accertamenti sanitari equi''.