PARIGI – Un 'Love shop' aperto di recente a Parigi non e' passato inosservato ad alcune associazioni cattoliche della capitale. Tanto che hanno fatto appello ai giudici dicendosi scandalizzate per il fatto che la boutique, per quanto discreta, sia stata aperta, non solo di fronte ad una chiesa, ma soprattutto a poche decine di metri da una scuola. Il 'Love Shop', della rue Saint Martin – una sorta di sex shop ma in versione 'ripulita' a due passi dal celebre centro d'arte contemporanea Georges Pompidou – si affaccia sulla chiesa di Saint Merri e a 90 metri soltanto da una scuola elementare. Troppo poco, secondo la Confederazione nazionale delle associazioni delle famiglie cattoliche e l'associazione CLER Amore e famiglia che fanno appello alla legge sulla protezione dell'infanzia del 1987, poi rivista nel 2007. Quest'ultima vieta infatti ai sexy shop di aprire a meno di 200 metri da un istituto scolastico: pena due anni di detenzione e 30.000 euro di multa. Il marchio in questione, 1969 – Curiosites desirables, creato nel 2004 e che conta diverse boutique tra Parigi e Marsiglia, corrisponde ad una nuova generazione di sex shop – i 'love' shop appunto – molto di moda nella capitale francese, non volgari e essenzialmente rivolti alle coppie, con vetrine chic e discrete. Molto lontani dai ''classici'' sex shop del quartiere di Pigalle. Ma alle associazioni non basta e chiedono 10.000 euro di danni ed interessi al fondatore del marchio, Nicolas Busnul. Le due parti si confronteranno in tribunale a fine giugno. Intanto Richard Malka, il legale di Busnul, si dice ''indignato'': ''di questo passo – sostiene – Parigi sara' la prima capitale occidentale a vietare la vendita di sexy toy. Infatti, ci sara' sempre una scuola a meno di 200 metri da un negozio di questo tipo''.
