MILANO – Il ministro Umberto Bossi torna a tuonare sul caso Parmalat, dicendosi ''preoccupato'', mentre Piazza Affari non sembra scommettere piu' di tanto sull'ipotesi di un ritocco del prezzo dell'Opa Parmalat da parte di Lactalis, che non appare intenzionata a rivedere i 2,6 euro offerti per rilevare il 70% non ancora nelle sue mani. Anche oggi il gruppo di Collecchio e' stato sotto i riflettori della politica e del mercato. E a lanciare un allarme per il gruppo finora guidato da Enrico Bondi e' stato il leader della Lega che senza mezzi termini si e' detto ''preoccupato'' per quanto sta accadendo e in particolare per il fatto che ''i francesi hanno piu' soldi'' degli italiani. Il Senatur ha comunque precisato di essere ''piu' preoccupato dai raid in Libia''. D'altra parte in Borsa Parmalat ha vissuto un'altra seduta sotto i riflettori, col titolo che ha oscillato, tra scambi pari al 2%, a ridosso del prezzo offerto da Lactalis (complessivamente quasi 3,4 mld), superando questo valore qualche istante in mattinata sull'ipotesi di un rilancio. A fine seduta pero' le azioni hanno ritracciato riportandosi sui livelli di martedi' a quota 2,59 euro. L'ipotesi del ritocco dell'offerta e' emersa in seguito al comunicato del Cda di Parmalat di martedi' che ha definito l'operazione dei francesi ''non concodata''. Frase questa che e' stata interpretata da alcuni organi di stampa come un segnale per spingere Lactalis ad alzare il prezzo fino ai 2,8 euro pagati ai fondi stranieri nelle scorse settimane. La parola tuttavia e' ancora alla Consob che sta esaminando il prospetto depositato dai francesi venerdi' scorso. Una risposta e' attesa per la prossima settimana e, in caso di esito positivo, la documentazione potra' essere trasmessa a Goldman Sachs e agli avvocati, incaricati dal Cda di Parmalat per approntare la 'fairness opinion', ovvero valutare la congruita' dell'offerta. Intanto, a commentare la vicenda e' stato il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, che approva l'azione di governo e auspica che Lactalis non carichi il debito di Parmalat. In particolare, secondo il banchiere l'Opa e' arrivata soltanto dopo l'azione del governo italiano, altrimenti un'azienda ''importante italiana sarebbe stata controllata con il 29% mentre il restante 70% sarebbe stato gabbato''. Quanto all'operazione, Mussari auspica che i francesi non carichino ''il debito dell'acquisizione'' sulla stessa Parmalat. .