Torino – Adesso la partita per l'italianità di Collecchio si complica. Se la cordata italiana, fortemente sponsorizzata dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, ha fatto fatica a reperire liquidità sufficiente per un'opa da circa 3 miliardi, ora per rilanciare ha perfino bisogno di più soldi. Con questo 'contropiede', Lactalis mostra l'insufficienza del rinvio dell'assemblea di Collecchio, permessa dal decreto del Governo per prendere tempo. Occorrerà capire se, attraverso il fondo strategico e la Cassa depositi e prestiti, l'ipotesi industriale del belpaese riuscirà a rispondere. Berlusconi ha detto di auspicare "una partecipazione italiana" insieme a Lactalis nella nuova Parmalat. Azienda che, sommata ai francesi, porterebbe alla nascita del primo gruppo lattiero-caseario del mondo con un giro d'affari stimato a 14 miliardi di euro. Non ha voluto commentare personalmente l'opa il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, "per carità di Patria", mentre il maggiore partito di opposizione ha chiesto al ministro per le Politiche agricole, Saverio Romano, di "riferire in Parlamento sulla questione". Dai sindacati di categoria, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, che incontreranno i dirigenti del gruppo di Laval il 16 maggio prossimo, arriva in coro la richiesta per "il mantenimento della stabilità occupazionale e dalla tutela della filiera italiana del latte".
