ROMA – ''Lactalis viola i diritti sindacali, in Francia ha gia' denunciato un piccolo produttore capofila di una protesta per il taglio del 30% del prezzo pagato sul latte dal gruppo industriale. Che fara' quando sara' la piu' grande impresa mondiale?''. La denuncia giunge da Crocevia, Aiab e Ari che fanno parte del coordinamento europeo dei diritti contadini Via Campesina. ''Lactalis – sottolinea Fabrizio Gabarrino, allevatore di Ari – compra gia' in Italia 6 milioni di litri di latte, per oltre il 60% proveniente da Piemonte e Lombardia, da circa 700 fornitori. Ci lavorano 3.200 persone e controlla oltre 70.000 punti vendita: un gruppo, quello francese, che in media negli ultimi anni ha acquisito un'impresa ogni 3 mesi, portando il suo indebitamento, con l'opa Parmalat, al limite che gli hanno fissato le banche. Un'impresa familiare che rischia di somigliare molto alla vecchia Parmalat dei Tanzi''. ''Una tale concentrazione di mercato – osserva Andrea Ferrante, presidente Aiab – nel settore lattiero caseario, al momento in cui cadono le ultime barriere, con la liquidazione delle quote latte, per il controllo dell'offerta, lascera' ancor piu' i produttori italiani in balia di costi di produzione crescenti e prezzi alla stalla decrescenti''. ''La forte concentrazione della produzione di latte in tre regioni del Nord – conclude Antonio Onorati, presidente di Crocevia – non consentira' un decentramento della trasformazione e fara' viaggiare il latte fresco lungo tutto il Paese, diminuendo ancor piu' la capacita' contrattuale dei produttori stessi''.