ROMA – Calcio, sci, basket, nuoto, automobilismo: non c' e' uno sport che sia immune. Ad accendere i riflettori sulle scorciatoie dei campioni e' la vicenda dei permessi disabili per entrare in centro citta' nelle auto di alcuni giocatori di Bologna, al centro degli accertamenti di procura e vigili urbani. Permessi reali ma non dovuti o permessi virtuali – per infrangere una regola in nome di chissa' cosa, forse la notorieta' – ma l'elenco di campioni al centro delle polemiche e' lungo. Da principio fu proprio un campione bolognese, Alberto Tomba, a rendersi protagonista di un inconsueto slalom tra le regole. A inizio anni '90, il carabiniere sciatore fu pizzicato mentre faceva uso della paletta di ordinanza per superare una fila troppo noiosa, a Cortina: a suo modo un permesso speciale, usato in modo indebito. Prima bravata di una carriera fatta di successi strepitosi e 'sbruffonate'. Tre anni dopo, Tomba si ripetera' nelle vesti di 'falsario': accortosi all'aeroporto di Fiumicino che il suo passaporto era scaduto, ne falsifico' la data, ma fu scoperto. ''Non pensavo fosse un reato'', la stupefatta giustificazione che non gli evito' reprimende e Tapiro d'Oro. Dito puntato, nel marzo del 2000, su Francesco Totti, reo di aver sorpassato a destra in corsia d'emergenza sul Raccordo Anulare: polemica e patente sospesa le conseguenze, oltre ai mugugni dell'allora allenatore giallorosso Fabio Capello. Il quale pero' solo quattro mesi dopo finisce nell'occhio del ciclone: si scopre che la sua residenza e' a Campione d'Italia, nonostante viva a Roma, e la procura di Como apre un'inchiesta. Il sospetto e' che si tratti solo di una residenza 'fiscale', e dopo poco il tecnico riporta la sua residenza a Roma. Ma e' l'auto, per velocita' o altro, il mezzo preferito dai campioni dello sport per aggirare l'ostacolo o infrangere le regole. E concedersi permessi anche li' dove non li hanno. Come Cassano, fermato nel 2001 due volte per guida senza patente: la prima volta al volante di un'auto col solo foglio rosa, la seconda per le strade di Bari con un vespino, ma senza mai aver neanche sostenuto l'esame per un 125. prototipo del 'fast and furious' declinato in lingua calcistica e' l'incidente in cui incappo 'mister 65 miliardi' Gianluigi Lentini nel '93: sulla Torino-Piacenza si schianto' con la sua Porsche che montava il ruotino di scorta a 200 all'ora. Ritiro patente per aver usato un permesso di guida argentino in pieno centro storico a Firenze per Batistuta, nel 95, ma e' l'eccesso di velocita' a costare piu' spesso il provvedimento a campioni di tutti gli sport: da Zenga nello stesso anno a – neanche a dirlo – a una lista di piloti di Formula 1 che scambiavano le strade civili per le piste di un Gp. Successe ad Arnoux nell'87, Damon Hill nel '95 e Clay Ragazzoni nel '99. E anche Franziska Van Almsick, campionessa di nuoto tedesca, prese le strade di Berlino per il set di uno spot – lo aveva appena girato a New York a bordo di una fuoriserie – e le attraverso' a 116 chilometri orari, prima di essere fermata dalla 'Polizei'. E' stata invece una vigilessa di Milano a fermare Eto'o parcheggiato in divieto in pieno centro citta': foto e multa, con tanto di elogio del sindaco Moratti. Non e' piaciuta invece ne' al Comune di Torino ne' al sindacato di polizia la domanda di Del Piero: voleva sette permessi per la ztl di Torino. Il dribbling, al vecchio campione di gol e fair play, stavolta non e' riuscito.
