FIRENZE – Molti fedeli che gli si erano affidati o che da bambini gli erano stati affidati dai genitori ''erano stati resi schiavi'' da don Lelio Cantini ''in ragione'' della ''fede''. Lo scrive il gip di Firenze Paola Belsito archiviando per prescrizione l'inchiesta sul prete fiorentino don Cantini, accusato di pedolfilia. ''Cantini – scrive il gip – riusci' a far credere a molti di essere 'il Signore''', mentre la sua aiutante ''Rosanna Severi dal canto suo otteneva potere e obbedienza dichiarandosi la Madonna''. Il sacerdote ''utilizzando, spesso nel corso della confessione, quella incredibile arma di avvicinamento che e' il piu' bel canto d'amore della tradizione ebraico cristiana, il 'Cantico dei cantici', – aggiunge il gip – carpiva la buona fede e l'innocenza dei giovani fedeli, proponendo alle donne, per lo piu' ragazze e bambine preventivamente convinte di essere elette, rapporti sessuali che dovevano aiutarle nel loro processo di crescita e purificazione, e ai giovani un futuro quali sacerdoti e uomini di fede''. Il gip parla di ''clima terribile, pesante, tetro, autoritario, blasfemo, perdurato per tantissimi anni nella parrocchia della Regina della Pace''. Anche il gip parla di ''inerzia e assordante silenzio delle autorita' ecclesiastiche nel corso di oltre un decennio'' a cui ''si sono aggiunte le piu' o meno velate minacce da parte di alcuni alti prelati'' fra cui monsignor Claudio Maniago. Riguardo quest'ultimo, il gip ricorda ''l'abuso denunciato'' da un uomo, che parlo' di ''alcuni sacerdoti'' fra i quali avrebbe riconosciuto ''Maniago'': ''Sono stati trovati precisi riscontri'', scrive il gip, in merito, in particolare, a un ''bonifico fatto'' all'uomo ''e intestato a 'parrocchia per contributo'''.
