Pedofilia: ex moglie del mostro di Marcinelle sarà scarcerata

BRUXELLES 10 MAG Dopo quindici – BRUXELLES, 10 MAG – Dopo quindici anni di reclusione, varchera' la porta del carcere per entrare in quella del convento: una storia come tante, se la protagonista non fosse Michelle Martin, ex moglie del pedofilo belga, Marc Dutroux, ribattezzato il mostro di Marcinelle. Tra il 1995 e il 1996, l'uomo, con la complicita' della moglie, sequestro' e violento' sei ragazzine, uccidendone quattro. Due di loro, Julie e Melissa di 8 anni, furono lasciate morire di fame e di sete. Il caso provoco' profonda impressione non solo in Belgio, ma in mezzo mondo. Negli anni, il Paese si e' liberato a fatica dai segni indelebili di quella tragedia, tornata ora con impeto alla ribalta. Michelle Martin, 51 anni, divorziata nel 2003, solo un anno prima della condanna a trent'anni di galera per complicita' con i crimini del marito, dopo aver scontato meta' delle sua pena, cosi' come previsto dalla legge belga, tornera' libera. La decisione, gia' presa dai giudici del tribunale per le esecuzioni della pena, e' diventata oggi definitiva, visto che la procura non ha trovato appigli giuridici per ricorrere in Cassazione. ''Non e' riscontrabile alcun vizio di procedura e, benche' non sia d'accordo con la rimessa in liberta' della donna, – ha affermato il procuratore di Mons Claude Michaux – ho deciso di non presentare ricorso in Cassazione''. Parole, quest'ultime, che molti belgi non avrebbero voluto sentire: e' partito un tam-tam che ha portato un gruppo di persone a protestare davanti al tribunale di Bruxelles; una pagina Facebook contro la liberazione ha raccolto 80 mila adesioni. La Corte di assise che nel 2004 mando' Dutroux al carcere a vita senza possibilita' di ricorsi per buona condotta, uso' il pugno di ferro anche con Michelle Martin, arrestata nel giugno 1996 insieme al marito. Nessuna attenuante fu concessa alla donna: pur sapendo delle bambine nascoste nella cantina di casa, aveva fatto morire di fame e di sete le piccole seviziate dal marito. ''Se lei e' una donna destinata ad essere sottomessa all'influenza di qualcuno, fara' bene in futuro a frequentare persone che hanno un'influenza positiva su di lei'', fu il commento del presidente della Corte controbattendo la tesi difensiva di una moglie soggiogata. Il piano di reinserimento di Michelle Martin prevede che sia ospitata in un convento di suore in Francia, con una serie di condizioni alle quali dovra' attenersi. La liberazione non sara' tuttavia immediata, ma avverra', secondo le previsioni della procura, tra qualche settimana, dopo che le autorita' francesi avranno dato il loro assenso ad accoglierla. Resta invece ancora in carcere un altro dei protagonisti di quella pagina nera della storia del Belgio. Proprio oggi il tribunale dell'esecuzione delle pene ha rifiutato la richiesta di liberta' su condizione presentata da Michel Lelievre, condannato a 25 anni di carcere, anch'egli per complicita' con Marc Dutroux. L'uomo, sotto l'effetto di stupefacenti, aveva partecipato ai rapimenti e ai sequestri delle bambine. .

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