TEHERAN – Cinque uomini condannati a morte per ''rapina a mano armata'' sono stati impiccati a Isfahan, in Iran, secondo quanto riferisce oggi il sito di notizie Tabnak. Il procuratore di Isfahan, Mohammad Reza Habibi, ha respinto quelle che ha definito ''le menzogne diffuse da mezzi di stampa stranieri'' secondo le quali si sarebbe trattato di ''esecuzioni politiche'' e ha affermato che i cinque erano criminali comuni. Le affermazioni del magistrato si riferiscono ad interviste realizzate da televisioni satellitari in persiano basate all'estero con il padre di due dei giustiziati, Mohammad e Abdollah Fathi, secondo il quale i figli erano innocenti ed erano stati condannati sulla base di ''confessioni estorte sotto pressione''. Queste cinque impiccagioni, avvenute giovedi' nel carcere di Isfahan, portano ad almeno 130 il numero delle esecuzioni capitali in Iran dall'inizio dell'anno, secondo fonti di stampa locali. Nel 2010, secondo le stesse fonti, erano state 179. Ma Amnesty International ha parlato di ''almeno 252 esecuzioni'' e Human Rights Watch di 388.