ROMA 19 APR Il figlio Eugenio si dice – ROMA, 19 APR – Il figlio Eugenio si dice ''sconcertato''. Il nipote Vittorio, stesso nome in ricordo del nonno, invoca ''la pena di morte''. La famiglia di Vittorio Occorsio, il magistrato ucciso a Roma il 10 luglio del 1976, accoglie con amarezza la notizia della scarcerazione di Pierluigi Concutelli, l'ex leader di Ordine Nuovo condannato all'ergastolo per quell'omicidio. ''L'affermazione di mio figlio Vittorio riflette lo sconcerto e il dolore della nostra famiglia nell'apprendere la notizia della liberazione di Concutelli. Pero' di pena di morte non e' il caso di parlarne perche' e' estranea alla cultura della nostra famiglia'', spiega pacatamente Eugenio poco, piu' che ragazzo quando il padre fu una delle tante vittime degli anni di piombo. Piu' sanguigna la reazione di Vittorio, lui che ha il nome del nonno e che il nonno pero' non ha mai conosciuto se non dai racconti, dai giornali, dalle foto d'archivio. ''Non parlo a nome della famiglia ma solo a nome mio. Mio padre sicuramente non sara' contento di queste mie affermazioni, anzi mi darebbe un ceffone, perche' sono cresciuto in una famiglia dove mi e' stato insegnato che le decisioni dei giudici vanno rispettate – dice Vittorio, neo avvocato e ora praticante -. Mio padre in questo momento mi direbbe 'l'esempio di tuo nonno e' riconoscere nella legge dello Stato sempre una superiorità '. Ma io la legge l'ho studiata e proprio in base alla Costituzione sostengo che non e' stato proprio osservato il dettato costituzionale. In base all'articolo 27 Concutelli e' stato rieducato? Quale deterrenza ha avuto questa pena? Viene quasi da ridere… semmai vengono diseducati quanti assistono al fatto che Concutelli e' stato rimesso in liberta'. E' il messaggio che passa che mi preoccupa'''. Secondo il giovane non si puo' dire che con Concutelli ''la giustizia abbia fallito perche' ha fatto numerosi anni di carcere. Ma vuol dire semplicemente che questo tipo di giustizia non basta visto che questo simpatico individuo ha ucciso altre due persone in carcere. Da oggi l'Italia e' paese meno sicuro perche' ha rimesso in liberta' un assassino''. Per il nipote del giudice Occorsio la liberazione di Concutelli vuol dire anche che gli anni di piombo non solo un ricordo ma ancora una realta' per la nostra Repubblica. ''Questa liberazione – dice – ne e' la prova. Quel periodo e' finito nelle sue manifestazioni piu' eclatanti e violente ma le conseguenze continuano nel presente: oggi uno come Concutelli torna libero. Fosse stata la mia giustizia non avrebbe piu' visto la luce. Di questa vicenda non sono ancora stati individuati i mandanti. Torno da una settimana a New York e ho molta voglia di tornarci dopo questa notizia''. Il giovane Occorsio esprime invece molto apprezzamento nei confronti della presidenza della Repubblica e delle sue iniziative per ricordare le vittime del terrorismo ''al contrario della presidenza del Consiglio che non ha fatto nulla''. ''Sono grato come nipote di Occorsio – afferma – che il presidente della Repubblica dedichi il Giorno della memoria alle vittime del terrorismo, la memoria di quel periodo e' fondamentale per giovani.E nell'anniversario dei 150 anni dell'unita' d'Italia bisognerebbe preoccuparsi di insegnare gli ultimi 30 anni della nostra storia e non parlare solo di Mazzini e Garibaldi''.
