ROMA – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi sono ''oltre i limiti della Costituzione''. Lo scrive l'ex presidente del Senato, Marcello Pera, in un intervento su Libero. ''Piu' Berlusconi alza i toni – scrive Pera – piu' il Presidente Napolitano straparla, quello ad un popolo, l'altro ad un altro''. Secondo Pera, e' il sintomo di una crisi ''drammatica'' che ''sta entrando in una zona pericolosa''. ''Tutto questo sistema per Berlusconi e' incomprensibile – prosegue – oppure e' arcaico. Il suo ragionamento e' elementare: se uno e' stato investito dal popolo, a chi altri deve rendere conto?''. Per questo, il premier ''e' sempre ai limiti della Costituzione e talvolta fuori''. ''Il Presidente Napolitano non e' da meno. Anche a lui la Costituzione sta assai stretta – aggiunge Pera – . Egli pensa che, essendo il Presidente e il garante, abbia titolo a disciplinare il gioco ad orientarlo e dirigerlo verso sbocchi che, lui ritiene, devono essere condivisi o bipartisan o comunque non sbilanciati. Con questa interpretazione del ruolo del garante, invece di arbitrare si gioca''. E per questo, ''anche Napolitano e' ai limiti e spesso fuori dalla Costituzione''. Che i due attori facciano un passo indietro, per Pera ''e' impossibile'' a causa ''dello stato della nostra Costituzione''. ''La Costituzione parla il linguaggio del proporzionale – scrive – il sistema elettorale quello del maggioritario. Percio' entrano in conflitto anche se nessuno lo vuole''. L'ex presidente del Senato, infine, auspica che ''i due duellanti'' facciano un'autocritica: ''il presidente Berlusconi per non aver mai fatto le riforme di cui l'Italia avrebbe bisogno e il Presidente Napolitano per non aver mai inviato alle Camere un messaggio sullo stato delle nostre istituzioni, di cui gli italiani hanno necessita''.
