PESCARA – Vi era un cittadino cubano, residente a Montesilvano, Omar Morejon, a capo dell' organizzazione sgominata, all'alba di oggi, dalla squadra mobile di Pescara, nell'ambito dell'operazione ''Cuba Libre''. Nel corso di una conferenza stampa, il dirigente della Mobile, Pierfrancesco Muriana ha spiegato che, tramite impresari italiani e stranieri, l'organizzazione reclutava all'estero giovani donne, prevalentemente cubane che, dopo essere state illuse sulla possibilita' di ottenere un regolare lavoro in Italia, venivano avviate alla prostituzione, in particolare in alcuni locali notturni. Per far entrare e favorire la permanenza sul territorio italiano delle ragazze, il gruppo procurava alle giovani o un permesso di soggiorno per motivi artistici oppure organizzava matrimoni fittizi con italiani, il piu' delle volte, pregiudicati e tossicodipendenti. Diciassette in totale le persone arrestate, ancora ricercato un cittadino cubano. Oltre a Morejon, chiamato dalle ragazze ''padrino'', sono finiti in carcere alcuni titolari o gestori di locali notturni, tra cui Emilio Cicerone del night ''El Patio'' di Borgorose (Rieti); Francesco Di Renzo del ''Taix International Club Srl'' di Francavilla al Mare (Chieti) e Maurizio Di Biase del ''Mato's'' di Fara Filiorum Petri (Chieti). Fondamentale per le indagini, avviate nel novembre 2009 in seguito ad un esposto anonimo, si e' rivelata la collaborazione di alcune ragazze. Durante l'operazione odierna sono state sequestrate anche quattro autovetture, ritenute di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dagli indagati. Il fulcro dell'organizzazione era a Montesilvano.
