Pietro Maso in tribunale dopo l'arresto: Non sono quello di vent'anni fa

MILANO 05 Pietro Maso quella fr – MILANO, 05 – Pietro Maso quella frase, ''io ti ammazzo'', dice di non averla mai pronunciata. L'uomo che nel '91 a Montecchia di Crosara (Verona) uccise in modo efferato i suoi genitori per impossessarsi dell'eredita' – andando poi in discoteca – e che fu condannato a 30 anni, ha sostenuto che ''dopo quello che ho fatto, una frase di questo genere non mi sarebbe mai passato per la testa'' davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano che dovranno decidere della sua semiliberta'. Un beneficio ottenuto nel 2008 e ora a rischio per una denuncia per minacce ai danni di un uomo conosciuto casualmente negli uffici di Telepace a Milano, dove Maso lavorava prima di tornare in carcere, nell'aprile scorso, quando il beneficio e' stato sospeso, appunto per questa denuncia. Una denuncia che Maso reputa frutto di una falsita', tanto che ha controdenunciato per estorsione l'uomo il quale, a suo dire, sarebbe stato minacciato perche' Maso non voleva restituirgli una somma ricevuta in prestito. La versione di Pitero Maso e' diametralmente opposta: era stato lui a dare piccole somme all'uomo che si trovava in difficolta'; di tutta risposta aveva ricevuto delle minacce e con lui la sua compagna, una ragazza milanese, anch'ella autrice di una denuncia per minacce contro il conoscente del fidanzato. Maso, vestito con un abito di buon taglio e come sempre curato nell'aspetto, l'ha detto piu' volte in aula: ''Non sono piu' la stessa persona di vent'anni fa, mai mi sarebbe passato per la testa di dire: ti ammazzo''. E' rimasto sullo sfondo, invece, l'episodio del sorpasso azzardato che a Maso e' costato la sospensione della patente. Dalla relazione degli agenti che l'hanno fermato emerge che ha avuto un atteggiamento collaborativo e ha anche gia' pagato la relativa sanzione. Il sostituto Pg ha chiesto gli atti del procedimento per minacce per decidere quali richieste presentare. I giudici si sono riservati la decisione e il loro provvedimento dovrebbe essere noto tra qualche giorno. Potrebbero decidere per la revoca della semiliberta' (in questo caso sconterebbe in carcere l'anno e mezzo di pena che gli rimane); potrebbero stabilire, invece, di ripristinare il beneficio oppure, infine, ipotesi che pero' il suo avvocato Maria Pia Licata ritiene improbabile, decidere per l'affidamento ai servizi sociali. Maso, fino al suo ritorno in carcere poteva uscire dall'istituto di pena milanese di Opera alle 7,30 per lavorare e vi tornava alle 22,30.

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