Pirateria, Savina Caylyn: preoccupazione e attesa a Procida

NAPOLI – Non e' stata una giornata di festa la domenica di Procida, la piccola isola del golfo di Napoli dove si vive con il fiato sospeso per le sorti di due dei cinque marittimi italiani che si trovano a bordo della Savina Caylyn, la petroliera della societa' armatrice napoletana della Fratelli D'Amato, attaccata dai pirati a 800 miglia dalla costa somala l'8 febbraio scorso. Il clima e' diviso tra preoccupazione ed attesa anche se puo' essere colta come un segnale positivo la comunicazione che il sindaco di Procida, Vincenzo Capezzuto, ha dichiarato di aver ricevuto dalla Farnesina e in base alla quale nessuno dei marittimi sarebbe stato fatto sbarcare dalla nave. Nelle ultime ore era circolata la notizia che tre dei marittimi, tra i quali anche il terzo ufficiale procidano Enzo Guardascione, insieme con l'allievo di coperta Gianmaria Cesaro, di Piano di Sorrento (Napoli) e Eugenio Bon, primo ufficiale di coperta, di Venezia, sarebbero stati fatti scendere e portati dai pirati in una localita' del deserto somalo. Il gesto sarebbe stato la conseguenza della scadenza dell'ultimatum imposto dai pirati che chiedono il pagamento di 16 milioni di dollari e che sembrerebbero interessati al carico prezioso trasportato dalla Savina, il petrolio. Ma i timori restano forti dopo che alcune telefonate sarebbero giunte dai marittimi che hanno segnalato un clima di tensione a bordo della nave. Secondo fonti bene informate a Procida, sarebbe stato ampliato il fronte della trattativa, avviato dai dirigenti della compagnia, insieme con mediatori rappresentanti della comunita' indiana – coinvolta nella vicenda per la presenza di propri marinai sequestrati – e supportato dal sostegno del governo italiano. La trattativa e' particolarmente delicata e in questo senso si spiegano i molti silenzi che la circondano visto che qualsiasi fuga di notizia potrebbe comprometterne il buon esito. La mamma di Enzo Guardascione risponde con un filo di voce al telefono di casa. Piu' che parole le sue sono lacrime. A chi le chiede notizie sul figlio, risponde piangendo. ''Fare appelli? Adesso non e' il momento. Parliamone nei prossimi giorni''. Siete in contatto con la Farnesina? ''Si'', risponde la donna chiudendo la comunicazione. A casa di Giuseppe Lubrano Lavadera, moglie del comandante Nunzio, risponde una ragazzina. ''Mamma non c'e', e' fuori Procida. Il telefonino? L'ha lasciato a casa''. Il sindaco dell'isola, Capezzuto, sottolinea che questo e' un momento delicato. ''C'e' sicuramente una trattativa in corso. Bisogna stare attenti a capire quale e' la situazione reale stando attenti a come ci si muove, per evitare che cresca l'allarmismo che fa il gioco di chi vuole alzare il prezzo della trattativa. Di sicuro la Farnesina ci ha comunicato che nessuno e' sceso dalla nave. La Savina Caylyn e' monitorata continuamente via satellite e non sono stati registrati movimenti di barche o barchine che le si siano avvicinati per il trasbordo dei marittimi''. Il deputato di Fli, Luigi Muro, procidano, dice che ''il governo si sta impegnando direttamente nella vicenda ma e' necessario un intervento piu' forte. Le voci che arrivano circa segnali di nervosismo dei pirati vanno colte con il dovuto intervento per fare in modo di salvaguardare la vita dei marittimi''.

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