ROMA – ''Mai arrivate a Pompei le sei squadre di tecnici che dal 13 aprile avrebbero dovuto avviare un capillare monitoraggio nell'area archeologica campana''. Lo denuncia la Uil Beni culturali, che chiede conto al ministro Galan ''della gravissima situazione nella quale si trovano gli scavi'', da tre giorni ''chiusi al pubblico ogni mattina per una vertenza tra i lavoratori e la soprintendente Elena Cinquantaquattro''. A Pompei, sostiene il sindacato, ''si rischia la chiusura a oltranza'' e ''il ministero e' assente''. La Direzione Regionale della Campania e lo stesso ministero, accusa la Uil, ''stanno assistendo inermi con un gravissimo atteggiamento di irresponsabilita' alla disfatta , con migliaia e migliaia di turisti che sono ormai dirottati da Pompei direttamente sulla costiera Amalfitana''. Da qui la richiesta a Galan di intervenire ''per bloccare una situazione che diventa giorno per giorno sempre piu' esplosiva tanto che si paventa il rischio di chiusure degli scavi ad oltranza''. Due, in particolare, le richieste del sindacato per Pompei: ''Una riunione da tenersi presso la Direzione Regionale della Campania entro 24 ore considerata l'inaffidabilita' e l'incapacita' della Soprintendente'' e ''la calendarizzazione degli impegni a partire dall'organizzazione del lavoro che serve al rilancio di Pompei dove i lavoratori vogliono fare la propria parte per la valorizzazione degli scavi''. In mancanza di risposte, conclude la Uil, ''la protesta rischia di diventare ingovernabile con effetti micidiali per Pompei e per l'economia del comprensorio e della Campania''.