CALALZO (BELLUNO) – Piu' di 50 migranti a Calalzo, nel cuore del Cadore, ospiti nell'albergo di fronte a quello dove Umberto Bossi, Giulio Tremonti e Roberto Calderoli si danno periodicamente convegno: un'ipotesi rispetto alla quale il sindaco, Luca De Carlo, ha detto no, muovendo mari e monti fino a farla svanire. ''Non ci sto. E' assurdo che i profughi che stanno arrivando in queste ore in Veneto trovino spazio solo a Calalzo – afferma De Carlo, Pdl, a capo di una giunta di centrodestra – una comunita' di 2000 persone, per quanto accogliente e ospitale, non puo' sopportare un'invasione di questo tipo. Sono pronto a forme eclatanti di protesta''. Il sindaco afferma di esser stato avvertito degli arrivi oggi per telefono dal presidente della Provincia di Belluno GianPaolo Bottacin. ''Stanotte stessa dovevano arrivarne dai 40 ai 60 – prosegue – perche' un albergo, unico nel Veneto, aveva espresso disponibilita' ad accoglierli: allora ho cercato di farlo ragionare sul fatto che, a fronte di un'entrata oggettiva, i soldi non sarebbero arrivati subito e la popolazione non l'avrebbe presa poi cosi' bene, cosi' il titolare dell'albergo e' sceso a piu' miti consigli e ha revocato la sua disponibilita'''. ''Non perche' sia mancato nelle nostre genti e in lui – afferma De Carlo – il principio della solidarieta', ma perche' ci si e' resi conto che una comunita' come la nostra, di 2000 abitanti, non puo' certo sopportare l'arrivo di un numero cosi' consistente di persone''. La struttura che non avrebbe avuto problemi ad accogliere i profughi e' sita proprio nel centro del paese, con vista stupenda sul lago e sui monti circostanti. Il titolare ha ritrattato la disponibilita'. ''Se e' vero che e' Federalberghi ad avere segnalato la struttura – conclude il sindaco – si assuma la responsabilita' di avere nel nostro bel Cadore, nel cuore delle Dolomiti patrimonio Unesco e alle porte della stagione estiva, un albergo invaso da profughi. Non mi vengano piu' a parlare di turismo''. ''Capisco le ragioni umanitarie e il dovere di accoglienza, ma non possiamo permetterci un'invasione – dice da parte sua Dario Bond, capogruppo Pdl in Consiglio regionale, che ha subito contattato il governatore veneto Luca Zaia – non possiamo concentrarli tutti nello stesso paese, come si e' ventilato per Calalzo. Si rischierebbe davvero il caos, senza contare i danni per il turismo''.