PRATO – Promettevano l'apertura di linee di credito e la concessione di finanziamenti dietro il versamento di forti somme di denaro, intascavano l'anticipo e sparivano, le le nove persone arrestate dalla Guardia di Finanza di Prato per truffa. Una trentina le vittime accertate coinvolte nella maxi-stangata, altrettante sarebbero in via di accertamento. Il presunto capo del gruppo criminale, il calabrese di 58 anni Michele Lullo, era gia' stato coinvolto nel 2005 in una truffa con la moglie del calciatore Franco Baresi. Dieci milioni di euro il giro d'affari scoperto nell'ambito dell'operazione ''Stangata''. Il rilascio di fideiussioni ed altro, in realta' poi non ottenibili, prevedeva il versamento di un anticipo, in media del 3% per ogni contratto ,che avveniva tramite la consegna di denaro contante, l'emissione di assegni e bonifici su carte prepagate ''postpay''. Degli altri arrestati non e' stata resa nota l'identita, ma si tratta di persone originarie delle province di Varese, Massa Carrara, Rimini, Milano, Foggia e Caserta. Le indagini nascono da una querela presentata a Prato da una imprenditrice che per ottenere una fideiussione finalizzata alla realizzazione di uno stabilimento industriale in Romania, si era rivolta all'esponente pratese della banda. L'uomo, dopo aver incassato dalla donna 110 mila euro per la provvigione, aveva promesso il rilascio di una garanzia vantando rapporti eccellenti con un istituto finanziario di livello internazionale. Di qui la partenza dell'indagine coordinata dal sostituto procuratore Eligio Paolini: tramite intercettazioni telefoniche e riscontri di dati finanziari si e' scoperto che i truffatori celavano la propria identita' spacciandosi per imprenditori o funzionari dell'alta finanza. Si appoggiavano a due societa' finanziarie realmente esistenti con sedi prestigiose a Roma (cosiddette societa' filtro), ma le fideiussioni concesse non venivano mai pagate. Tra i nove arrestati ci sono anche due persone che svolgevano una professione nel settore: un bancario e un promotore finanziario. La Procura ha denunciato altre sei persone che gravitavano nel giro dei truffatori, ma la loro eventuale partecipazione deve essere ancora verificata.
