MILANO – Accordo tra Premafin e le banche creditrici della holding dei Ligresti per modificare il contratto di finanziamento da 322,5 milioni di euro. L'intesa, che prevede una 'moratoria' fino a fine 2013, realizza una delle condizioni alle quali era subordinato il piano di salvataggio messo a punto tra Unicredit e Premafin. Perche' si verifichi anche la seconda condizione e il gruppo possa essere messo in sicurezza, bisognera' attendere ancora qualche giorno: tra giovedi' e venerdi' e' infatti atteso il responso della Consob al quesito sull'opa obbligatoria presentato da Unicredit e Premafin. Se la commissione dara' il suo via libera, potranno partire gli aumenti di capitale di Fonsai e della Milano Assicurazioni su cui i cda saranno chiamati a deliberare sabato. L'accordo tra Premafin e i suoi creditori (Unicredit, Mediobanca, Cariparma, Interbanca, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Bpm) prevede la modifica al contratto di finanziamento stipulato nel 2004 e gia' rivisto a dicembre dello scorso anno (quando i Ligresti stavano trattando per fare spazio a Groupama nel gruppo) e alleggerisce ulteriormente la pressione sulla holding in difficolta'. In primo luogo Premafin, a cui viene confermata una nuova linea di credito da 15 milioni, non dovra' rimborsare un euro alle banche per i prossimi due anni e mezzo. Scomparsa la rata di 15 milioni prevista a fine 2012, la prima scadenza slitta a dicembre 2013 quando la societa' dovra' rimborsare una rata da 20 milioni, ridotta rispetto a quella da 35 milioni prevista nell'ultima rimodulazione del debito. Sale dunque a 317,5 milioni la maxirata finale da pagare a fine 2014, quando scadra' il finanziamento. A fronte dei sacrifici chiesti alle banche Premafin non potra' distribuire dividendi, fare nuovi investimenti ed aumentare l'indebitamento (salvo la possibilita' di ''assumere nuovo debito'' fino a 20 milioni per sostenere il progetto immobiliare Porta Nuova Varesine). A Premafin e' stata pero' accordata la disponibilita' di disporre della somma derivanti dalla cessione a Unicredit dei diritti di opzione sulle azioni Fonsai, in modo da poterla investire nell'aumento di capitale e mantenere il 35% del gruppo assicurativo. La rinegoziazione e' stata guidata da Unicredit, la banca piu' esposta sulla filiera Ligresti, con debito per circa 550 milioni. Il gruppo di Piazza Cordusio, intervenuto in soccorso suo debitore dopo l'uscita di scena di Groupama, ha anche accettato di prorogare fino al marzo 2013 l'equity swap con Premafin sul 2,7% di Fonsai, rinunciando al deposito di 10 milioni previsto a copertura delle perdite accumulate dai Ligresti con il derivato. Un ulteriore sforzo, che si aggiunge ai 170 milioni di euro che la banca sborsera' per acquistare i diritti di opzione Fonsai e salire al 6,6% della compagnia assicurativa.