In seguito all’incontro-scontro tra il governo e le compagnie petrolifere, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, in un’intervista radiofonica, ha parlato di «qualche sospetto di cartello».
«Siamo in un libero mercato, è la concorrenza che decide il prezzo del prodotto, da noi c’è, ma con qualche sospetto di cartello. Ecco il motivo della convocazione e il richiamo forte ai petrolieri», ha dichiarato Scajola.
Parole che hanno provocato l’immediata reazione delle associazioni dei consumatori: Il Codacons ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma: «Le affermazioni di Scajola o sono una calunnia a danno dei petrolieri, oppure rappresentano la denuncia di un gravissimo reato a danno di milioni di cittadini – ha spiegato il presidente, Carlo Rienzi – Per questo abbiamo ritenuto doveroso chiedere alla magistratura di intervenire».
L’associazione chiede alla Procura di Roma di accertare le dichiarazioni del Ministro e verificare se nel settore dei carburanti vi siano violazioni o fattispecie penalmente rilevanti, anche alla luce dell’art. 501 del codice penale che disciplina il reato di aggiotaggio.
Nell’esposto, infine, il Codacons invita a valutare l’opportunità di disporre il sequestro di tutte le fatture di acquisto di carburanti detenute dai grossisti del settore e relative al mese di luglio e agosto, al fine di accertare eventuali rialzi speculativi dei prezzi di benzina e gasolio.