Roma – Durante la discussione, il plenum del Csm si è spaccato sull'opportunità di esprimere un parere sul processo breve. Per il relatore Aniello Nappi, "questo disegno di legge risponde alla ligia dell'oblio: se fossimo in commercio sarebbe pubblicità ingannevole". Replicano i consiglieri laici, i quali insistono, come dice Nicolò Zanon, sul fatto che il testo è "pregiudiziale: si vuole legittimare il Csm a fornire pareri quando non sono richiesti". Per Angelantonio Racanelli di Magistratura indipendente, "rischiamo di creare la figura dell'incensurato a vita". Michele Vietti, vicepresidente del Csm, ricorda che "un parere sulla proposta di legge si era già reso. Non si può far finta di non vedere che quella proposta è stata modificata dal relatore con parere favorevole del governo".