MILANO – E' attesa per il prossimo 3 maggio, salvo nuovi depositi di atti o imprevisti, la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del consigliere regionale Nicole Minetti, del direttore del TG4 Emilio Fede e dell'impresario dei vip Lele Mora indagati a Milano per il caso Ruby con le accuse di induzione e favoreggiamento della prostituzione di 32 ragazze maggiorenni e della minorenne Karima El Mahroug. Da quanto si e' saputo insieme alla richiesta di processo, gli inquirenti avrebbero intenzione di depositare alle difese dei tre anche le trascrizioni delle quattro intercettazioni indirette di Silvio Berlusconi che risalgono tra l' agosto e lo scorso ottobre e che sono da tempo in mano dei legali del premier insieme all'audio integrale delle conversazioni mai trascritte in cui compare casualmente il presidente del Consiglio. Gli inquirenti che avevano utilizzato i dialoghi indiretti del premier per una richiesta di proroga di intercettazioni inoltrata al gip ed hanno poi depositato il materiale alla difesa, hanno sempre affermato di aver agito nel `'piu' rigoroso rispetto dei limiti della legge Boato''. In vista della richiesta di rinvio a giudizio, i cui termini scadono appunto il prossimo 3 maggio, Nicole Minetti, proprio ieri, tramite il suo legale Daria Pesce, ha depositato una memoria difensiva con cui chiede l'archiviazione della sua posizione in relazione al reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione di Ruby, sostenendo tra l'altro, che non fu lei a portare la minorenne ad Arcore ne' a darle denaro e che se tra la giovane e il premier ci furono rapporti, non fu lei a favorirli e, per tanto, non ne trasse alcun vantaggio. .
