ROMA – Quando ''la paura si diffonde a livelli popolari'', ''singoli Stati ipotizzano l'uscita dall'Europa''. Ma, ''coloro che fanno tali affermazioni sono leader politici che non hanno il senso della Storia, preferiscono inseguire le elezioni del giorno dopo o gli opinion polls del giorno stesso che indubbiamente riflettono gli umori di un populismo che aumenta, creando cosi' una reazione a catena. Ma significa andare verso un suicidio collettivo''. E' quanto afferma l'ex premier Romano Prodi in un colloquio con la Stampa in cui spiega come ''fino a poco tempo fa l'Italia aveva una identita' europea molto radicata ma il governo ha cavalcato l'euroscetticismo''. ''L'Europa – spiega ancora – ha paura di tutto. La responsabilita' e' dei governi europei che non prendono decisioni collettive''. Ironia della sorte, commenta Prodi, con l'ondata migratoria recente dal Nord Africa ''il governo si e' accorto che l'Europa gioverebbe sul fronte dell'immigrazione''. Di fronte a tale emergenza, secondo Prodi, ''l'entita' dell'intervento necessario e' tale che forse neanche l'Europa da sola potrebbe bastare, servirebbe un'azione congiunta con Stati Uniti e Cina''. Sulla Libia, comunque, ''la mediazione piu' credibile – evidenzia l'ex premier – e' dell'Unione africana perche' non e' partigiana e non ha una veste occidentale''. ''L'Italia sta andando verso il basso – osserva ancora l'ex presidente della commissione europea – e per risollevarsi ha bisogno di maggior concordia, di qualcuno che si assuma la responsabilita' di scelte coraggiose e impopolari'' rinunciando al populismo che ''spinge a dare tutta la colpa all'euro perche', di fronte alla globalizzazione del mondo, la moneta unica e' il solo strumento che abbiamo per difendere le nostre aziende''. .