ROMA 17 MAG Non solo bombe – ROMA, 17 MAG – Non solo bombe 'intelligenti' in Libia, ma anche guerra psicologica. Cosi', mentre in Qatar apre la tv dei ribelli ''Libia dei liberi'', la Nato ha cominciato a trasmettere messaggi radio per favorire le diserzioni nell'esercito di Gheddafi ed anche l'Italia sta facendo la sua parte sul versante delle cosiddette 'psy-ops': e' di oggi, infatti, la notizia che migliaia di volantini – 400 mila, per la precisione – sono stati lanciati su Tripoli da un C-130 dell'Aeronautica militare. Dal mitico ''volo su Vienna'' di D'Annunzio del 1918 ai recenti volantinaggi in elicottero sui villaggi dell'Afghanistan (ad uno dei quali, l'anno scorso, era presente lo stesso ministro La Russa), e' ormai quasi un secolo che i militari italiani si cimentano in questo tipo di iniziative. Ora e' la volta della Libia, dove la Nato – come ha confermato oggi a Napoli il portavoce militare, Mike Braken – ha deciso di ricorrere ai messaggi radio sulle frequenze dell'esercito libico e ai volantini per chiedere ai lealisti di arrendersi e per mettere in guardia la popolazione civile dall'avvicinarsi a bersagli militari che potrebbero essere oggetto di attacchi. ''Nessuno ha il diritto di rendere la vita del suo stesso popolo un inferno in terra'', e' uno dei messaggi ascoltati ieri, in arabo e in inglese, su una radio militare del regime. Oppure: ''Smettetela di combattere contro la vostra gente''. Si rivolgono invece piu' direttamente ai cittadini, i circa 140 mila volantini distribuiti finora dalla Nato, che invitano a stare alla larga da centri di comando e controllo, veicoli e navi militari, tutti possibili target dei bombardamenti degli aerei dell'Alleanza. Diverso, invece, il contenuto del volantino lanciato durante la missione del C-130 decollato in mattinata dalla 46/a Brigata aerea di Pisa. Un messaggio rivolto ai cittadini della capitale libica direttamente dal Consiglio nazionale di transizione e che lo stesso Cnt ha espressamente chiesto all'Italia di veicolare. ''La Libia e' una e la sua capitale e' Tripoli. Oggi vi chiediamo di unirvi tutti e di prendere la decisione giusta e saggia. Unitevi alla nostra rivoluzione. Costruiamo la Libia lontano da Gheddafi. Libia unificata, libera, democratica''. Questo il testo del volantino che ha tappezzato Tripoli intorno all'ora di pranzo, nell'ambito di una missione pianificata dal Comando Operativo Interforze della Difesa e condotta congiuntamente dal personale dell'Esercito (in particolare il 28/o reggimento 'Pavia' di Pesaro, specializzato nella cosiddetta 'comunicazione operativa'), dall'Aeronautica militare e dall'Intelligence italiana. Il C-130 ha operato da alta quota, circa 7.000 metri, e l'operazione – sempre secondo quanto e' stato possibile ricostruire – pur ''tecnicamente difficile'', e' ''perfettamente riuscita''. In particolare, il personale a bordo dell'aereo ha dovuto operare con maschere d'ossigeno ed il lancio del materiale e' stato fatto dopo calcoli meticolosi che hanno incrociato una serie di dati, tra cui l'umidita' dell'aria, la velocita' del velivolo e del vento. Dopo tre ore i volantini hanno toccato terra in varie zone di Tripoli e dintorni. Il lancio di volantini e' stata un'iniziativa attuata 'in proprio' dall'Italia, anche se la Nato, che conduce le operazioni sulla Libia, e' stata ovviamente informata ed ha contributo a garantire la necessaria cornice di sicurezza. Un'iniziativa cui si e' giunti, secondo quanto si e' appreso, proprio dopo che il Cnt di Bengasi aveva chiesto al Governo di essere essere aiutato a far conoscere le sue ragioni anche la' dove ''imperversa la disinformazione di Gheddafi, attraverso i mezzi di comunicazione del regime'', in primo luogo nella capitale Tripoli. Volantinaggi a parte, la Nato – commentando il mandato d'arresto chiesto dalla procura della Corte penale internazionale dell'Aja – ha oggi ribadito che ''il tempo di Gheddafi e' scaduto'' perche' ''e' difficile immaginare che una transizione vera possa avvenire mentre chi e' responsabile di attacchi sistematici e in larga scala contro la popolazione civile resta al suo posto''. Tuttavia, almeno per ora, nel mirino restano ''solo target militari'' e le regole d'ingaggio, concordate da tutti i Paesi membri dell'Alleanza, non cambiano.