ROMA – E' morto all'eta' di 76 anni, in casa di suo figlio nel Surrey, Sir Henry Cooper, pugile e gentiluomo. Si tratta del peso massimo britannico, molto amato in patria, che il 18 giugno del 1963 affronto' Muhammad Ali', e lo mando' al tappeto alla quarta ripresa con un gancio sinistro prima di essere battuto dal piu' grande di tutti i tempi. L'incontro venne disputato, senza titoli in palio, nel mitico Wemblkey, e tre anni dopo ci fu la rivincita, stavolta ad Highbury, in casa dell'Arsenal e valida per il titolo mondiale. Ma il britannico fu di nuovo sconfitto dal 'Labbro di Louisville'. Nato a Londra, Cooper rappresento' a soli 18 anni, nel 1952, la Gran Bretagna alle Olimpiadi di Helsinki, poi nel 1954 passo' professionista e disputo' 55 incontri nell'arco di 17 anni. Il suo ultimo match fu infatti quello perso nel 1971, a 36 anni, contro Joe Bugner, dodici mesi dopo essere stato nominato per la seconda volta (1967 e 1970) 'personalita' sportiva dell'anno' dalla Bbc. Il suo punto debole sul ring fu sempre la fragilita' delle arcate sopraccigliari, e infatti contro Ali' perse per ferita. Cooper non riusci' mai a diventare campione del mondo, ma lo fu dell'Impero Britannico e d'Europa, battendo fra gli altri anche l'italiano Piero Tomasoni al Palasport di Roma. I suoi due match contro Muhammad Ali' avevano fatto nascere un'amicizia con 'The Greatest', che oggi ha voluto ricordarlo con una nota. ''Henry era un grande pugile ed un gentiluomo – fa sapere Ali' – e sono senza parole per la morte di questo mio amico. Quando ci vedevamo Henry aveva sempre un sorriso ed un caldo abbraccio per me. Era sempre un piacere stare in sua compagnia''.
