Il commento di Bernardo Valli sulle vicende dell’Iran, รจ sul quotidiano la Repubblica e sul suo sito internet. Questo รจ l’inizio. Il tono รจ freddo, distaccato, la conclusione รจ amara e pessimista.
Il potere clericale iraniano esce malconcio, e macchiato di sangue, dal voto espresso proprio nell’anno in cui รจ appena stato celebrato il trentesimo anniversario della Repubblica islamica. Le imponenti, appassionate manifestazioni nel centro di Teheran hanno inevitabilmente ricordato quelle che, altrettanto imponenti e appassionate, nel 1978 e ’79, vibrarono un colpo fatale alla monarchia dei Pahlevi e decisero l’avvento della teocrazia incarnata dall’ayatollah Khomeini.
Questa volta le manifestazioni denunciano come una truffa il risultato elettorale, e quindi sono rivolte contro coloro che nel regime clericale si sono resi colpevoli dell’inganno. Trent’anni fa le forze armate imperiali si decomposero, o si dichiararono neutrali, e lo sciร restรฒ indifeso di fronte alla rivolta popolare, e se ne dovette andare. Adesso il regime investito dalle proteste di massa dispone invece di milizie armate, almeno per ora decise nei loro interventi repressivi. Mentre i manifestanti sono disarmati.
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